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| LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA | |||||||||||
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Il felice incontro degli amministratori di Clarence con le giovani volpi dell'agenzia Impact di Milano ha rapidamente portato all'individuazione dell'idea cardine della campagna: Clarence è un mondo a se', dove il senso di appartenenza e il piacere della navigazione è tale da annullare addirittura rivalità mitologiche come quella fra il diavolo e l'acqua santa. La rete è così grande, così "oltre", da sconvolgere polarità simboliche tradizionalmente opposte. Ovviamente si parla di simboli, non di realtà sociale: nel teatrino di questa campagna anche un giovane colored e un membro di un'organizzazione razzista possono guardarsi teneramente, perchè sono della stessa materia di cui son fatte la Biancaneve e la Strega, colte mentre ridono felici dopo aver gettato da parte la mela avvelenata. In questo modo Clarence, che non può raccontarti in un cartellone stradale tutta la ricchezza dei suoi contenuti, ti suggerisce l'autentica originalità su cui è fondato, e te lo dice con un tono di voce davvero diverso da quello delle altre pubblicità di settore: ironia e tenerezza.
Il grande Giac insomma si è entusiamato ascoltando le idee di Tandoi e Nappi di Impact e ha accettato l'incarico, mettendo nella campagna tutta la sua energia di giovanotto elevato al quadrato. Dopo uno sconfinato casting per trovare i volti veramente perfetti, Casale ha dato il via a tre sessioni fotografiche durante le quali ha fatto ballare, ridere ed emozionare i cinque attori scelti per questi ruoli così eterogenei. Cliccando qui potrete assistere ad alcuni "dietro le quinte" del soggetto "Biancaneve". Prima di tutto voglio ringraziarvi per avermi fatto partecipare (giocare) nella creazione di una delle più belle e toste campagne italiane degli ultimi anni e di avere dato a tutti la libertà e la fiducia nella scelta di ogni minimo dettaglio della produzione.Veramente, la pubblicità è uno spettacolo per me, è un gioco di gruppo come il teatro che può inciampare in qualsiasi momento della produzione finchè non va in scena - in questo caso sui muri della città. Oggi quando incontro i nostri manifesti così divertenti, mi viene da dire alla gente vicino a me "guarda, quello l'ho fatto io!!" (...)
Grazie ancora, posso dire «c'ero anch'io».ciao, Giac
(I files Mp3 saranno disponibili tra breve)
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