L'inizio dei tempi
Nel 1995 Neri e Grassilli lavoravano nella redazione del settimanale satirico Cuore. Internet albeggiava da circa un anno e i due, col
supporto di Lia Celi e di qualche altro compare, cercavano di
conquistare i responsabili del giornale alla causa di questo nuovo
media.
Gianluca Neri era da qualche tempo "l'esperto della rete"
della redazione, presentato ed introdotto ivi da Alessandra
Muccinelli, cara e meritoria amica dei primissimi tempi delle BBS.
Roberto Grassilli mimava in quel periodo il ruolo di art-director, in
realtà vegetava fra le pagine verdine di Cuore dalla sua nascita. Ora
finalmente in Gianluca aveva trovato un più entusiasta (e più
giovane) complice per nuove avventure. Gianluca procedeva nel
frattempo alla messa on-line delle pagine di Cuore, che diventava
così per l'epoca il secondo giornale Italiano approdato sul web (dopo
la Nuova Sardegna).
Vista la tiepida reazione dei redattori, dopo qualche mese i nostri
pensano di aprire un sito in proprio e si mettono a cercare qualcosa
che rappresenti i loro desideri inespressi. A questa fase di
rimuginamento si aggregano altri due cuoristi: Roberto Marcanti, oggi
uno degli autori del programma tv "le iene" e Davide Lodolini, noto
grafico milanese.
Ma perché proprio Clarence?
Quello che i nostri cercavano, era un uso differente delle
potenzialità di questa misteriosa Internet, che in quei tempi
pionieristici sembrava unicamente un feudo tecnologico di pochi e un
luogo di sfogo delle proprie frustrazioni per coloro a cui non pareva
vero esistesse un mezzo di comunicazione capace di garantirte
l'anonimato così perfettamente. Desiderando andare in una direzione
diametralmente opposta e volendo differenziarsi da Cuore, i quattro
giovani esploratori si misero a pensare a qualcosa di simbolico che
collegasse in qualche modo le loro diverse sensibilità.
All'inizio
dell'estate 1996 a Gianluca venne in mente quel film in bianco e nero
che ad ogni Natale si poteva vedere in tv, un film di Frank Capra,
così tenero e commovente in apparenza ma tutto sommato spietato nella
suo piccolo teorema sul potere economico e sulla solidarità. (Clicca
qui se vuoi leggerti la scheda di "LA VITA E' MERAVIGLIOSA"). Come si
chiamava l'angelo che arrivava la notte della Vigilia a salvare James
Stewart? "Clarence!", ricordò Roberto, che qualche tempo prima lo
aveva disegnato in una vignetta per commemorare la morte del regista
Capra. Clarence sembrò subito perfetto, un angelo che protegge,
guida, illumina. Dove c'è un angelo, anche se nei panni di un
vecchietto bonario e un po' pasticcione, non possono esserci che cose
positive, e i nostri voleva avviare qualcosa di positivo, dove al
centro dell'attenzione ci fossero le persone e non la tecnologia fine
a se stessa.
La fiaba di "LA VITA E' MERAVIGLIOSA" sembrava proprio perfetta come
metafora per la comunità internettiana che i nostri avevano in mente.
In quella vicenda Clarence mostra a George Bailey, il personaggio di
James Stewart che ha in animo di uccidersi ritenedosi un uomo
inutile, un fallito, come sarebbe stata la vita della sua città
(Bedford Falls) se lui non fosse mai nato: peggiore per tutti, per
qualcuno addirittura tragica.
Pensandoci, si poteva fare il
parallaelo la storia del film e una comunità di utenti illimitata e
totalmente autogovernata, come quelle che iniziavano a ritrovarsi in
rete: una libera frequentazione di uguali, dove nessuno è
sostituibile, tutti hanno il medesimo peso. Per visualizzarla e
renderla piacevole, si poteva partire dal borgo simbolico raffigurato
da Frank Capra: Bedford Falls, una cittadina qualunque della
provincia americana, ben sedimentata nell'immaginario di chi è
cresciuto con la tv in bianco e nero che ancora dispensava i vecchi
classici hollywoodiani in prima serata.
Bastava renderla propria
questa città, esasperarne i contorni evocativi, mescolarla con altri
miti e ricordi, darle i colori delle nostre fantasie più piacevoli.
Il gioco pensato fu questo: George Bailey, ora anziano sindaco della
città, conspevole di esistere in quanto mito, decide di trasferire
l'essenza del suo vecchio mondo di celluloide nella ruggente
frontiera del web. Per questa ragione chiama Neri e Grassilli
(rimasti soli a proseguire l'esperimento), per far rinascere Bedford
Falls on line. Ed è quello che accadde, dopo numerose notti nella
redazione di Cuore, tanto html e tanti disegni, e con il supporto di
Marco Tosi e Valentina Galli, che stavano guidando la loro fresca
azienda I.com nelle terre inesplorate della realizzazione di siti per
le aziende. I primi contenuti, una prima pesantissima home page
vennero messi a disposizione dei "navigatori" la sera del 15 ottobre
1996. Benarrivato Clarence, forse bentornato...
Ma questa storia avrà altre puntate. Tornate a leggerci.
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