 MUNICIPIO DI CLARENCE CITY SALA CONTROLLO ATTIVITA' VIRTUALE
Questa sezione si trova sotto il palazzo del Comune. Da essa dipende la vita digitale della comunità, in queste macchine risiedono le identità dei cittadini e la memoria che il villaggio ha di se stesso. Per la delicatezza del ruolo che riveste, la sala è estremamente protetta ed è stata allestita a molti metri di profondità.
Responsabile Tecnico: Wilmer Masotti Vice responsabile: Brooky il nanetto Progetto: Società di Consulenza Informatica Buuz, Hallen & Papinen
Come Funziona ClarenceCity? è un computer quantistico realizzato in tecnologia Risik, con i byte della memoria organizzati in fazioni contrapposte, con l'obiettivo di occupare quanti più bytes della memoria centrale. Il clock è di tipo DICE, a indicizzazione randomica transeunte carpiata. Il creatore, dott. Magnus Dx Calogersson, ideò la macchina dopo un'indigestione di insalata di tulipani, servite con aringhe e pane nero. Magnus Dx Calogersson morì poverissimo al manicomio criminale di Pottersville per avere tentato di riprogrammare il pelapatate del locale margravio. Il software di base è un sistema inoperativo a sicurezza intrinseca totale con un tick di 0.1 SHz (uno SleepHertz equivale al tempo di decadimento di uno esse-potterone, circa 200.000 anni): durante i cicli positivi del clock la CPU esegue le operazioni per le quali è stata programmata, durante il ciclo negativo annulla le operazioni effettuate e le decisioni prese per evitare la possibilità di fare errori. Le CPU Mac Frittosh 8600, in tecnologia superparallela convergente e memoria cache a doppiaporta SLAM, utilizza memoria di massa in tecnologia softdisk ad elementi smorzatterati. Durante la notte del secondo plenilunio del 1956 il computer prese coscienza di sè ed ordinò un gelato alla vaniglia.
(a cura del prof. Maurizio Van Papinen)
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