I batman cinematografici sono stati davvero molti e non solo di produzione americana, ma i più memorabili sono certamente quello del '66 con Adam West (che nello stesso anno ebbe anche una fortunata e più nota serie televisiva) e quello cinematografico burtoniano nato nel 1989 in cui a vestire i panni dell'uomo pipistrello c'era Michael Keaton.
E queste due riduzioni audiovisive del celebre fumetto della DC Comics segnano per certi versi i due estremi nell'approccio all'eroe in calzamaglia. Quello di West è un supereroe caricaturale, grossolano, prima involontariamente poi manifestamente comico: ad un certo punto la serie sterzò in chiave manifestamente autoironica esasperando i paradossali marchingegni inventati dai supercriminali per eliminare Batman e Robin e trasformando gli effetti speciali in una barzelletta. Resta memorabile la scalata al grattacielo con la batfune in cui da una finestra sbuca Babbo Natale. E Batman il film (1966) non è da meno della serie proponendo addirittura un duello volante tra Batman e uno squalo esplosivo.
Di tutt'altro tono la rifondazione batmaniana operata da Tim Burton che nasconde la pancetta dell'uomo pipistrello sotto una corazza di gomma, e fa del suo Batman un eroe cupo, gotico, complesso e tormentato. Nonostante Keaton non piaccia a molti il successo mondiale è clamoroso (con 413 milioni di dollari al botteghino e una miriade di gadget) e il Joker di Jack Nicholson conquista il grande pubblico accreditando quello di Burton come il primo vero Batman cinematografico. Spinta dal buon risultato e dalla pioggia di dollari generata dalla Bat-Mania la Warner Bros chiede e ottiene dal giovane e scapigliato regista un secondo episodio Batman Returns (1992), ancor più dark del primo, in cui Michael Keaton si trova a fronteggiare sia il mostruoso Pinguino (Danny DeVito), che la bella e letale Catwoman (Michelle Pfeiffer) generata dallo spregiudicato Max Shreck (Christopher Walken) che, nel tentativo di eliminarla, trasforma in supereroina la sua segretaria Selina. Dopo questo secondo successo che comunque arriva a "soli" 282 milioni di dollari di boxoffice) la Warner vuole andare avanti costruendo un terzo episodio più popolare, non così Burton che preferisce lasciare la regia, mantenendo per se solo la produzione. Nel 1995 arriva cosÏ nella serie Joel Schumacher che si era fatto notare per Il cliente (1995), tratto dall'omonimo romanzo di John Grisham. Schumacher dal a Batman Forever atmosfere meno cupe e gioca sugli effetti speciali facendone un film per certi versi visonario, impreziosito dalle buone interpretazioni di Tommy Lee Jones (Harvey Duefacce), Jim Carrey (L'enigmista) e di Nicole Kidman (la bella psichiatra Dr. Chase Meridian): l'accoppiata Burton-Schumacher media le istanze dei batmaniani con quelle del grande pubblico e il film ha un buon successo (335 milioni di dollari), a fare acqua sono solo Batman (Val Kilmer) e Robin (Chris O'Donnell). Così, tutta azzimata dal bel colpo la Warner saltella giuliva senza Burton) verso il quarto episodio che arriva nel 1997 con Batman & Robin, nel cast Arnold Schwarzenegger (un imbarazzante Mr. Freeze), Uma Thurman (la bella e velenosa Poison Ivy). Ma il film, con soli 267 milioni di dollari díincasso, è molto al di sotto delle aspettative e a salvare la faccia non bastano la buona interpretazione di Batman di George Clooney e meno ancora l'inserimento del nuovo inutile personaggio di Batgirl (Alicia Silverstone). Da allora si apre una crisi profonda sul futuro cinematografico dell'eroe pipistrello e le indiscrezioni si rincorrono sino all'annuncio che il nuovo Batman sarà diretto da Daren Aronovsky, divenuto celebre per il suo PI: Il teorema del delirio. Sarà un Batman del tutto nuovo? Riuscirà il brillante regista newyorkese a salvare l'eroe pipistrello dal cono díombra in cui il pubblico sembra averlo condannato? Lo scopriremo nella prossima puntata!