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  NEW APOCALIPSE NOW di: Andrea Romeo e David Saltuari
marlon brando Rumore di elicotteri in sottofondo, si vede una giungla dalla'alto, parte The End dei Doors e la foresta esplode in una fiammata di napalm. E' la scena iniziale di Apocalipse Now, il più folle progetto mai realizzato da Francis Ford Coppola, un regista che dire megalomane è dire poco. E fin dalla scena iniziale si capisce la portata del film, il film infatti, quello vero, non è tanto quello che passa sullo schermo, ma quello che stava davanti alla macchina da presa. Se infatti gli americani hanno distrutto mezzo sudest asiatico durante la guerra del Vietnam, Coppola per realizzare il suo capolavoro ha distrutto l'altra metà. Le storie che si raccontano riguardo a quel set sono tante e col passare degli anni si arricchiscono di un'aurea leggendaria che le rende talvolta incredibili: dodici mesi di lavorazione nella giungla, un intera parte di foresta pluviale distrutta da esplosioni incendiare, un tempio costruito in mezzo al nulla per essere distrutto dalle autorità thailandesi alla fine delle riprese, l'infarto del protagonista Martin Sheen durante la prima scena, il set distrutto da un tifone.
Tratto, molto alla lontana a dire il vero, da Cuore di tenebra di Joseph Conrad Apocalipse Now è stato ora presentato in una versione allungata di cinquantatre minuti a questa edizione del Festival di Cannes. L'aggiunta più consistente riguarda la prima tappa di Martin Sheen nella sua risalita del fiume alla ricerca di Walter Kurtz. Qui incontra un gruppo di coloni francesi intenzionati a non mollare le loro terre ne agli americani ne ai vietnamiti. Dopo le colonie, l'Algeria e l'impero non vogliono anche perdere i loro possedimenti nella loro Indocina e portano avanti una loro patetica forma di resistenza.
Le scene aggiunte allungano il triplo viaggio a cui Coppola ci sottopone: la missione di Martin Sheen, risalire il fiume ed eliminare il colonello impazzito Walter Kurtz, il viaggio del protagonista nel suo cuore di tenebra e soprattutto il viaggio di Coppola nell'innimaginabile. Non per niente Apocalipse Now è diventato, oltre che fonte per innumerevoli libri sulla sua realizzazione, anche un bellissimo documentario sulla sua lavorazione, documentario realizzato dalla stessa moglie di Coppola. Più ci si addentra nella giungla più si vede la realtà piegarsi alle fantasia, quasi malata, di Coppola. Un film assolutamente irripetibile, non realizzabile allora figuarsi oggi, che va ben oltre ogni limite di necessità e senso logico e mostra come si possano mischiare e confondere le ossessioni di protagonista e autore e il, in un certo senso sadico, gusto per l'eccesso dello spettatore.

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