A presiedere la giuria che dovrà scegliere il vincitore della palma d'oro è stata chiamata,
dopo il gran rifiuto di Jodie Foster, la grande attrice norvegese Liv Ullman. La Ullman, diventata celebre
grazie alle sue interpretazioni nei film di Ingmar Bergman, era tra l'altro presente l'anno scorso in
selezione ufficiale con Trolosa, il suo esordio alla regia. A tenerle compagnia l'attrice
francese Charlotte Gainsbourg, figlia dell'omonimo chansonier, Julia Ormond, attrice britannica che
cerca con poco successo da qualche anno di sfondare negli States. Ha interpretato Il senso di Smilla
per la neve e il remake di Sabrina, al fianco di Harrison Ford. Molto alta la rappresentativa
dei registi in giuria quest'anno: oltre al taiwanese Edward Yang ci sono il tunisino Moufida Tlatli,
il nostro Mimmo Calopresti, ma soprattutto Matthieu Kassovitz e Terry Gilliam. Kassovitz ha vinto a Cannes
la camer d'or qualche anno fa per il discusso L'odio, si è fatto unanimamente detestare
con Assassin e ha infine conquistato il botteghino d'oltralpe, e in parte anche quello italiano, con
I fiumi di porpora. Terry Gilliam ha ben altro passato da vantare: ha iniziato come unico elemento
americano nel gruppo comico inglese dei Monty Phyton per passare in seguito dietro la macchina da presa.
Suoi alcuni dei titoli migliori degli ultimi vent'anni: da Brazil a Le avventure del barone di Munchausen,
da Time Bandits a La leggenda del re pescatore, L'esercito delle dodici scimmie e Paura e disgusto a Las
Vegas.
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