Accoglienza controversa per il film di apertura della 54 edizione del Festival di Cannes, il Moulin Rouge dell’australiano Buz Luhrmann ha colpito per la sua particolare vena kitch spaccando la critica (il quotidiano francese Liberation è andato giù pesante con gli insulti), e spaccando soprattutto quest’ultima dal pubblico che sembra invece aver recepito con maggior entusiasmo la fantastica avventura pop di Luhrmann.
Moulin Rouge è un musical spettacolare, con un ritmo incalzante e un gusto sofisticato per l’immagine, un opera pop altamente ideale: il manifesto di una nuova “belle epoque”, che propugna gli ideali di bellezza, libertà, verità e amore. Luhrman si è lanciato in un can can scatenato, che sfoggia incredibili scenografie digitali (Animal Logic), costumi e decori di gran gusto kitch e un make up che rende ogni personaggio una maschera indimenticabile. Protagonisti i capacissimi Ewan MGregor e Nicole Kidman, che cantano e ballano regalando allo spettatore momenti di grande emozione; al loro fianco un nutrito gruppo di attori di tutto il mondo in cui spicca il carismatico John Leguizamo nei panni del pittore Henri Toulouse Lautrec, che tira le fila della storia d’amore tra la bella cortigiana Satine (Kidman) e del giovane scrittore Christian (McGregor).
La portentosa colonna sonora propone il meglio delle canzoni d’amore di tutti i tempi, un florilegio di artisti e ritmi che hanno fatto ila storia della musica del ‘900: da Madonna a David Bowie, da Elton John a Freddy Mercury. Cosi’ i testi di Like a Virgin e Show must go on - riarrangiati per l’occasione - tornano a raccontare la storia di questo amore impossibile nella Parigi del 1900 all’ombra del Moulin Rouge.
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