Amos Gitai aggredisce la Croiesette con il suo Kadma - coprodotto per l'italia dalla Bim distribuzione - primo film in concorso della Selezione Ufficiale. I protagonisti sono giovani europei di religione ebraica sfuggiti al dramma della persecuzione nazista che si sono imbarcati per la Palestina alla ricerca della terra promessa. Mancano pochi giorni alla fondazione dello stato d'Israele e nella regione impazzano i combattimenti tra truppe piu' che irregolari, la fame, la sete e il freddo si fanno sentire, ogniuno racconta con disperazione le soffrenze del passato e tutti si lanciano verso il futuro trovando la morte in battaglia.
Ancora una volta Gitai racconta una storia di guerra (lo aveva gia' fatto con Kippur) e lo fa restando talmente incollato ai volti degli attori e alle loro vicende emotive che la battaglia viene letteralmente fatta a brandelli dalla macchina da presa, che la smonta caoticamente disorientando lo spettatore, dai pianisequenza iniziali si passa a sequenze impazzite che ricompongono a fatica schegge dell'immagine della guerra e dei suoi orrori. Dopo una opprimente, innaturale ieraticità la cinepresa corre tra le scariche di mitra confondendo lo spettatore, e dandogli solo nella sequenza finale un punto di vista sulla vicenda, che trascende dai fatti narrati per parlare direttamente di un conflitto ancora così attuale, e di una drammaticità tutta interna al popolo ebraico e alla sua storia.