Certo e’ che la Dreamworks, a parte l’azzeccato Shrek (pure non perfetto, e comunque ancora molto lontano dai vertici animativi della Pixar), fa proprio dei brutti film d’animazione. Z la formica certo non brillava per invenzioni, Il Principe d’Egitto era bolso come pochi e questo Spirit e’ proprio una gran schifezza. A parte l’animazione di pessimo gusto, retro’, boriosa, manierata, la storia dello stallone del west e’ proprio noiosa e inconsitente. L’idea di un film con protagonisti gli animali era cosi’ banale che i due registi (almeno si dividono la colpa di aver fatto questo orrore) hanno avuto la geniale pensata di non farli parlare, peccato pero’ che le scene siano costruite come in un telefilm e alle parole i cavalli sostituiscano dei nitriti che finiscono per essere ancor piu’ verbosi, e scontati, e che in piu’ per legare un minimo una storia, che scivola con noia verso la fine, abbiano introdotto la voce fuori campo del protagonista - lo stallone del titolo - che motteggia con lo spettatore fracassandogli le ultime scatole di pazienza rimastegli. E per colmare il vuoto pneumatico del grafismo pasticciato: 3D, poi 2D, poi 2D finto 3D, poi 3D finto 2D senza mai venire al punto (che e’ ovviamente in 1D!), l’intera colonna audio e’ impiastricciata di mielose nenie new age di Bryan Adams: una colata di parole zucherose e presuntose sulla liberta’, la natura, la terra natia e la vita selvaggia. Sullo sfondo c’e’ anche una piu’ che tardiva reprise sugli indiani, la loro bonta’, la loro sintonia con la natura e la lotta contro l’uomo bianco corrotto dalla vanita’: contenuti patetici raffazzonati da sceneggiatori acefali e che sono cosi’ semplicistici e diseducativi che non andrebbero in alcun caso proposti a dei bambini. C’e’ da augurarsi che gli spettatori americani questa volta non cadano nella trappola della loro presunta ignoranza, e disertino in massa le sale che propongono il film. Peccato perche’ il percorso dell’animazione verso l’emancipazione dal ghetto in cui e’ rimasta per troppi anni reclusa procede benino e questo Spirit e’ “un piccolo passo indietro per il cinema, ma un grande passo indietro per l’animazione”.