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  ROBERT ZEMECKIS di: Andrea Romeo e David Saltuari
Roger Rabbitt Quando alla fine degli anni settanta il cinema americano arrancava senza meta il giovane Steven Spielberg rilanciò il gusto per il fantastico e lo spettacolare. Lo si può detestare o ammirare per questo, ma ha radicalmente cambiato il modo di fare cinema degli anni a venire tirando su una generazione di cineasti ha dominano ancora oggi. 1941 Attacco a Hollywood è la prima collaborazione tra Spielberg e Zemeckis, la sceneggiatura è sua, ma il film, l'unico comico di Spielberg, è un fiasco totale ed è ancora oggi purtroppo uno dei titoli meno conosciuti del papà di Indiana Jones. I due però non si lasciano e si reincontrano nel 1985 per girare, Spielberg da produttore e Zemeckis da regista, Ritorno al futuro. Il successo è planetario, Micheal J. Fox è lanciato in una carriera che gli durerà dieci anni. Nessuno si accorge però di Zemeckis, con Spielberg che gli ruba la scena. L'ex enfant prodige di Hollywood, ormai guru incontrastato del nuovo cinema americano è una stella troppo luminosa per lasciare visibilità ai suoi figliocci. Anche la loro seconda collaborazione, Chi ha incastrato Roger Rabbitt, viene attribuita nei fatti a Spielberg. Zemeckis viene ancora relegato al semplice ruolo di lavorante, esecutore degli ordini del padre padrone. Dovrà girare ancora i due seguiti delle disavventure di Marty McFly per potersi liberare dall'opprimente figura del produttore autore. E' nel 1992 che finalmente si fa notare per qualcosa di suo e lo fa con una commedia nera, un film teoricamente anticommerciale e senza troppe speranze: La morte di fa bella con Meryl Streep, Goldie Hawn e un irriconoscibile Bruce Willis. Robert Zemeckis Il film invece ha un buon successo sia di pubblico che di critica e si ricominciano a vedere i vecchi titoli sotto una luce nuova. La piena e totale affermazione, oltre all'Oscar, la ottiene due anni dopo con Forrest Gump. Il successo è tale che si puo anche permettere un piccolo flop commerciale con Contact, film troppo raffinato, per eguagliare il successo del suo predecessore. Ora è presente con ben due titoli nelle sale italiane: Le verità nascoste e Cast Away.
Il principale merito di Zemeckis sta nel aver pienamente compreso tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Mentre in fondo Spielberg e gli altri si limitano ad usarle per rendere credibili momenti spettacolari in film per il resto tradizionali, Zemeckis rende credibili mondi completamente nuovi. Lo straordinario non è vedere attori in carne ed ossa interagire con cartoni animati in Roger Rabbitt, ma il pensare un mondo in cui esseri umani e disegni vivano insieme senza porsi il problema dell'assurdità della situazione. E così come non se lo pongono i protagonisti, non se lo pone neanche il pubblico, che accetta la straordinarietà delle situazioni dei film di Zemeckis con la stessa semplicità dei suoi personaggi. Il buco nella pancia di Meryl Streep non stupisce per la sua verosomiglianza, ma fa ridere come una classica gag di Stanlio e Olio. Con Zemeckis lo spettacolare diventa normale, tanto che si può permettere, in Forrest Gump, di stravolgere completamente la recente storia americana, le cui immagini reali sono ancora vive nella memoria del pubblico, facendolo sembrare il corso naturale e giusto delle cose. L'unico limite, a questo punto, diventa la fantasia del regista.


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