Quando alla fine
degli anni settanta il cinema americano arrancava senza meta il giovane Steven Spielberg rilanciò il gusto
per il fantastico e lo spettacolare. Lo si può detestare o ammirare per questo, ma ha radicalmente
cambiato il modo di fare cinema degli anni a venire tirando su una generazione di cineasti ha dominano
ancora oggi. 1941 Attacco a Hollywood è la prima collaborazione tra Spielberg e Zemeckis, la sceneggiatura
è sua, ma il film, l'unico comico di Spielberg, è un fiasco totale ed è ancora oggi purtroppo
uno dei titoli meno conosciuti del papà di Indiana Jones. I due però non si lasciano e si
reincontrano nel 1985 per girare, Spielberg da produttore e Zemeckis da regista, Ritorno al futuro. Il successo
è planetario, Micheal J. Fox è lanciato in una carriera che gli durerà dieci anni.
Nessuno si accorge però di Zemeckis, con Spielberg che gli ruba la scena. L'ex enfant prodige
di Hollywood, ormai guru incontrastato del nuovo cinema americano è una stella troppo luminosa
per lasciare visibilità ai suoi figliocci. Anche la loro seconda collaborazione, Chi ha incastrato
Roger Rabbitt, viene attribuita nei fatti a Spielberg. Zemeckis viene ancora relegato al semplice ruolo
di lavorante, esecutore degli ordini del padre padrone. Dovrà girare ancora i due seguiti delle
disavventure di Marty McFly per potersi liberare dall'opprimente figura del produttore autore. E' nel 1992
che finalmente si fa notare per qualcosa di suo e lo fa con una commedia nera, un film teoricamente
anticommerciale e senza troppe speranze: La morte di fa bella con Meryl Streep, Goldie Hawn e un
irriconoscibile Bruce Willis.
Il film invece ha un buon successo sia di pubblico che di critica e si
ricominciano a vedere i vecchi titoli sotto una luce nuova. La piena e totale affermazione, oltre
all'Oscar, la ottiene due anni dopo con Forrest Gump. Il successo è tale che si puo anche
permettere un piccolo flop commerciale con Contact, film troppo raffinato, per eguagliare il successo
del suo predecessore. Ora è presente con ben due titoli nelle sale italiane: Le verità
nascoste e Cast Away.
Il principale merito di Zemeckis sta nel aver pienamente compreso tutte le possibilità offerte
dalle nuove tecnologie. Mentre in fondo Spielberg e gli altri si limitano ad usarle per rendere credibili
momenti spettacolari in film per il resto tradizionali, Zemeckis rende credibili mondi completamente nuovi. Lo
straordinario non è vedere attori in carne ed ossa interagire con cartoni animati in Roger
Rabbitt, ma il pensare un mondo in cui esseri umani e disegni vivano insieme senza porsi il problema
dell'assurdità della situazione. E così come non se lo pongono i protagonisti, non se lo
pone neanche il pubblico, che accetta la straordinarietà delle situazioni
dei film di Zemeckis con la stessa semplicità dei suoi personaggi. Il buco nella pancia di Meryl Streep non stupisce
per la sua verosomiglianza, ma fa ridere come una classica gag di Stanlio e Olio. Con Zemeckis lo spettacolare
diventa normale, tanto che si può permettere, in Forrest Gump, di stravolgere completamente la recente storia americana,
le cui immagini reali sono ancora vive nella memoria del pubblico, facendolo sembrare il corso naturale e
giusto delle cose. L'unico limite, a questo punto, diventa la fantasia del regista.
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