A conclusione dell'omaggio a Osamu Tezuka il Future Film Festival ha presentato Metropolis, recentissimo film di Rin Taro, ispirato ad un manga del grande autore giapponese scomparso nel 1987, la cui sceneggiatura è stata scritta da Katshuiro Otomo, autore dell'ormai celeberrimo Akira. Questo film nasce quindi dall'incontro di tre grandissimi autori del cartoon giapponese e il risultato finale rispecchia in pieno le loro capacità.
Come nel Metropolis di Fritz Lang (a cui a sua volta era ispirato il manga di Tezuka) la storia si svolge in una gigantesca megalopoli del futuro, in cui gli umani ricchi che vivono in superficie godono del lavoro svolto dai robot nelle viscere della terra. Per il controllo politico della città si muovono nell'ombra trame e sottotrame dei vari potentati. Tra di loro spicca Duke Red, un miliardario che ha appena inaugurato lo Ziggurat, un maestoso grattacielo, che sovrasta tutta la città e dentro il quale si nasconde una tecnologia capace di dominare il mondo. Per completarla manca però l'ultimo elemento: Tima un robot dalle sembianze umane costruito clandestinamente nelle viscere della terra e fuggito prima di essere completato. Sulle sue tracce si mettono Duke Red ansioso di estendere il suo potere sul mondo, Rock, il giovane leader di un partito para fascista e il giovane Kenichi, ignaro della natura robotica di Tima e l'unico che prova veri sentimenti di affetto per lei. Metropolis è una grande opera visiva, che rispetta, dandoli nuovo vigore, il character design tipico di Tezuka. Rin Taro crea in questo modo un universo visionario che si ispira al cinema tedesco degli anni venti e al fumetto classico giapponese. Il risultato è un film d'animazione spettacolare, bellissimo nelle sue scenografie colorate e che ricordano la fantascienza di altri tempi. E in questo ambiente si muovono gli elementi tipici dell'animazione classica giapponese. I buoni sentimenti contro la sete di potere, il cuore contro la mente verso un finale epico e tragico che colpisce diritto ai sentimenti dello spettatore, come da tanto tempo non si vedeva.