Nel 2001, l'anno dell'odissea nello spazio, la rassegna di animazione giapponese non poteva che
trattare di viaggi spaziali. Si inizia con un omaggio da Leiji Matsumoto, uno dei più prolifici
autori nipponici, e agli indimenticabili personaggi da lui creati. Primo fra tutti colui
che ha rattristato (in senso buono) un'intera generazione: Capitan Harlock. Rivedremo finalmente il
nostro eroe a bordo della sua Arcadia veleggiare tre le stelle in fuga da tutti e sorretto solamente
dal suo coraggio, senso di lealtà, onore e tutte quelle belle cose che ci piacevano tanto quando eravamo
bambini. Non può poi mancare il piccolo Masai, che attraversa lo spazio a bordo del Galaxy Express 999
per potersi comprare un corpo meccanico che gli dia l'immortalità. Ma durante il lungo viaggio
gliene capitano di tutti i colori, manco fosse a bordo delle italiche Ferrovie dello Stato. Un altro caposaldo
della produzione di Matsumoto che vedremmo a Bologna e Starblazer ovvero La corazzata Yamato. Meno melanconico
e romantico degli altri due, Starblazer è una serratissima serie che ha incollato gli italiani
per un anno davanti ai teleschermi. La vecchia corazzata nipponica Yamato viene riesumata dai fondali marini,
trasformata in astronave e affidata al comando del Capitano Avatar. Lui e il suo equipaggio hanno un anno di tempo
per recuparare il Cosmo DNA, l'unica salvezza della Terra dal pericolo delle radiazioni.
Sempre di Matsumoto verrano mostrati La regina dei mille anni, Starzinger e la Regina Esmeralda.
Gli altri eroi che solcheranno i cieli bolognesi non sono comunque da meno. Immancabile il buon vecchio
Capitan Futuro, che splendido splendido nel cielo va. A differenza del suo collega piratesco Capitan Futuro
è decisamente meno problematico e sa per certo chi sono i buoni e chi i cattivi. Non gli manca
comunque lo stoicismo un po folle dei personaggi del Sol Levante. In un episodio un membro del equipaggio,
non essendoci più combustibile, si getta nel motore dell'astronave e salva tutti.
A far andare in sollucchero gli appasionati ci penserà Macross, da molti giudicato il cartone
animato con il miglior design. Un astronave aliena si schianta sulla Terra e viene riparata e fatta
tornare nello spazio per diffendere il nostro pianeta dai soliti extraterrestri invadenti.
Più tranquillo dovrebbe essere Doraemon esplora lo spazio, con il nostro gattone blu
lanciato tra le stelle. Doraemon è una serie pensata per bambini e trasmessa in Italia dalla Rai, anche se non gli mancano
i momenti particolaremente drammatici (è pur sempre la terra dei samurai).
A Bologna potremo finalmente vedere Jin-Roh, lungometraggio animato di Hiroyuki Okiura, uno degli autori di
Ghost in the Shell. Qui ci troviamo in un Giappone totalitario che ha vinto la seconda guerra mondiale.
Un corpo di polizia speciale va in giro ad eliminare tutti gli oppositori o chi è sospettato di
esserlo. Meno cupo sarà Escaflowne di Kazuki Akane, tratto dall'omonima serie televisa. Un gustoso
mix di ambientazioni fantasy e robot.
Per gli appassionati delle situazioni più leggere verrano invece presentati gli ultimi lavori
del grande Akira Toriyama, Dragon Ball Gt e la nuova serie di Arale e Dr. Slump. Il primo vede Goku ormai
adulto tornare bambino. Dovrà quindi mettersi di nuovo alla ricerca delle sette sfere del drago
osteggiato dal perfido Pilaf. Per quei pochi che non sanno chi è Arale ricordiamo che si tratta
della bambina robot creata dal Dr. Slump e protagonista di esilaranti e folli avventure insieme ai suoi
amici e al bambino preistorico Gupi.
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