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  VECCHI CANNIBALI di: Andrea Romeo e David Saltuari
Brian Cox nella parte di Hannibal Lecter Il famigerato dottor Hannibal Lecter è ormai un affezzionato habitues del grande schermo. Il film di Ridley Scott è infatti la sua terza apparizione in una trasposizione da uno dei romanzi di Thomas Harris.
L'ultima volta se vi ricordate bene lo abbiamo visto in Il silenzio degli innocenti, di cui Hannibal vorrebbe essere esplicitamente il sequel. Il film, del 1991, è di Jonathan Demme con Jodie Foster e Anthony Hopkins, ha vinto ben cinque oscar: miglior film, regia, attore, attrice e sceneggiatura non originale. Molti hanno malignato che i premi sono stati dirottati sul thriller per cercare di aiutare la Orion, produttrice del film, che all'epoca navigava in pessime acque finanziarie. L'aiuto, se c'è veramente stato, è risultato comunque inutile e la Orion è fallita miseramente, lasciando tra l'altro i diritti per eventuali sequel in un limbo legale che ha creato non pochi problemi a Dino De Laurentiis.
Il silenzio degli innocenti è sicuramente un bel film, ma tende a compiacere un po troppo nel suo aspetto più morboso. La giovane agente del FBI Clarisse Sterling, dovendo ritrovare una ragazza scomparsa e rapita da un serial killer, chiede aiuto al feroce Hannibal Lecter, serial killer lui stesso, psicanalista di fama mondiale e rinchiuso in un manicomio di massima sicurezza. Tra i due si instaura un rapporto di recipoco aiuto che finirà per legarli in modo molto personale. Il film si appoggia principalmente sul fascino maligno di Lecter magistralmente interpretato da Hopkins. Se fossimo degli psicopatici ci piacerebbe essere come lui.
Meno conosciuto, purtroppo, è l'esordio sul grande schermo del diabolico dottore in Manhunter - Frammenti di un omicidio di Michael Mann. Il film è del 1986 ed è tratto dal romanzo Red Dragon di Thomas Harris. Anche stavolta il dottor Lecter (che qui però si chiama Lector) è già in prigione e svolge soltanto la funzione di consulente. A chiedere il suo aiuto è Will Graham, l'agente del FBI che lo ha arrestato rischiando la sua stessa sanità mentale. Si trova sulle traccie del solito serial killer che a sua volta sta iniziando una relazione con una ragazza cieca. Il film racconta paralellamente l'indagine e il nascere della rapporto tra i due. Diretto da Micheal Mann (Heat - La sfida, L'ultimo dei Mohicani, Insider) e interpretato da William Petersen, una vera cometa degli anni ottanta, protagonista anche di Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin, e dal britannico Brian Cox nella parte di Hannibal, Manhunter è uno splendido esempio di cinema americano anni ottanta. La fotografia, patinatissima alla Miami Vice è di Dante Spinotti, mentre la colonna sonora raccoglie il meglio delle melodie da organetto del decenio di Reagan. Capita che giri ancora su qualche canale secondario. Se vi capita guardatelo, sarebbe un delito perderselo.

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