Per il debutto sul grande schermo di Harry Potter la Warner Bros ha pensato
bene di scomodare un pezzo grosso degli effetti speciali: Robert Legato, un
italo-americano che ha legato la sua fortuna professionale alle incredibili
immagini di Titanic conquistando un meritato premio Oscar. Come gli era già
successo per il colossale film di James Cameron, Robert Legato si è trovato
a coordinare una miriade di creativi e tecnici degli effetti visivi
integrando le riprese live con personaggi e ambienti in grafica 3D, con
integrazioni in matte painting e con numerosi animatronic. Al film hanno
collaborato alcuni tra i più avanzati studi di produzione di effetti visivi
statunitensi ed europei, come la Sony Picture Imageworks, la Mill Film di
Tony e Ridley Scott, la Rhythm & Hues, la Cinesite e l'immancabile e
prestigiosissima Industrial Light & Magic di George Lucas.
Nonostante la complessa collaborazione tra tante diverse società di
produzione, il film sembra avere un decor piuttosto omogeneo e un po' demodé
che ben si addice alle atmosfere magiche e non-tecnologiche dell'universo
fantastico della Rowling. Zucche e candele volanti caratterizzano i grandi
ambienti della scuola di stregoneria di Hogwarts, in cui le rampe di scale
si muovono suggerendo percorsi sempre nuovi ed i quadri si animano
interagendo tra loro e con gli studenti. Il regista Chris Columbus ha fatto
largo uso di effetti digitali soprattutto per le sequenze d'azione del gioco
del Quidditch e per creare le inquietanti e mostruose immagini delle scene più
orrorifiche. Ma i due effetti più riusciti di tutto il film sono senza
dubbio il cappello parlante e il mantello dell'invisibilità, due oggetti
magici di grande suggestione la cui rappresentazione è stata realizzata in
modo molto semplice ed "antiquato" lasciando allo spettatore tutto lo
stupore dell'invenzione narrativa senza focalizzare la sua attenzione
sull'immagine.