Per i pochi ostinati non lettori della saga letteraria della Rowlings Harry
Potter è un fenomeno misterioso: se ne sente sempre parlare da anni e si ha
l'impressione di conoscerlo di già, ma in fondo si ritiene anche di sapere
cosa c'è da aspettarsi da un libro del genere, e di non poterne essere più
di tanto sorpresi da un universo letterario strombazzatissimo, cui si è
detto decisamente e ripetutamente no. Non è così che vanno le cose quando
svogliatamente vai a vedere Harry Potter al cinema. L'impatto è travolgente.
Il film sopperisce benissimo a qualsiasi ignoranza in materia di potterismo,
iniziando i non lettori al culto magico del simpatico undicenne con la
cicatrice a forma di fulmine sulla fronte. La vicenda è introdotta con tutti
i preamboli del caso, e le regole del sofisticato universo potteriano sono
illustrate con cura meticolosa e quasi maniacale, come spesso accade negli
adattamenti l'incipit è un po' didascalico e ci si sente portati per mano in
un universo narrativo che sembra conquistare dimensioni sconfinate. Spesso
si resta attratti da particolari e riferimenti di difficile interpretazione,
semplici dettagli capaci di mandare in brodo di giuggiole gli altri
spettatori che conoscono il libro a memoria e che notano di continuo
strizzatine d'occhio e spunti per eventi e personaggi su cui la vicenda si
soffermerà nei libri successivi. L'impressione comunque è piacevole,
difficilmente qualcuno potrà sentirsi escluso dal mondo fantastico di Harry
Potter solo perché non conosce il regolamento per il gioco del Quidditch o non
ricorda a memoria il nome delle quattro sezioni in cui è divisa la scuola di
magia e stregoneria di Hogwarts. L'universo narrativo della Rowling infatti
per quanto complesso e performato poggia il suo successo su basi molto
classiche: la lotta tra il bene e il male, la predestinazione, l'intrigo in
cui ciò che sembra non corrisponde a ciò che è in realtà, l'agnizione e la
formazione di un'esperienza, inoltre Harry Potter aiuta migliaia di adulti a
fare un coraggioso outing rispetto ai propri desideri infantili: chi non ha
mai fantasticato di essere un mago?