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  KERMITEIDE di: Andrea Romeo e David Saltuari
Così in oltre dieci anni di intensa (intensissima) attività Smith ha portato in Italia autori importanti come Von Trier (Kingdom, Le onde del destino), Egoyan (Exotica, Il dolce domani), giovani scoperte come Greg Araki e Bryan Singer, film indistribuibili (Men with guns, Funny games), scommesse (Tano da morire), azzardi (Kissed) e follie (Mifune) che hanno collezzionato spesse volte inattesi successi. Kermit ñ per tutti Kim ñ Ë riuscito molte volte a trovare un pubblico laddove nessuno ne vedeva uno possibile, in alcuni casi addirittura a costruirne uno ex-novo, comunque ha sempre dato ad ogni suo film tutto il pubblico che era umano riuscire a scovare, costruendo una distribuzione massiva eppure artigianale, capace di competere con le major nella corsa al natale e nello stesso tempo di valorizzare anche i film pi_ di nicchia. E mentre la grande distribuzione si permetteva di trascurare quote anche rilevanti di mercato, pur di standardizzare e semplificare i processi distributivi, Kim era disposto a curare i rapporti con ogni singolo esercente, con ogni giornalista, ogni festival, su ogni singolo film, anteprima, articolo, lancio, flano, sloagan, locandina, stremando sË e tutti i suoi collaboratori, ma spesso realizzando il sogno impossibile di dare un pubblico a film che prima non lo avevano. La tenacia di Kim era proverbiale, la sua ira irrefrenabile, la sua schiettezza unica, il suo intuito infallibile ñ spesso arrivava ad un festival con listini e autori assolutamente sconosciuti e raziava mezzo palmares, e ancora pi_ spesso una sua gemma grezza magari comprata per quattro lire si portava a casa uníOscar (LíAlbero di Antonia, Kolia) ñ in lui la passione per il cinema (vera e profonda) si intecciava con quella per il mercato, facendone un sincero e realista paladino delle imprese impossibili: la sua prossima sarebbe stata portare nelle sale italiane Songs from the second flor dello svedese Roy Andersson, come gi‡ tante altre volte un film assolutamente geniale, ma talmente sconosciuto e sofisticato che solo un visionario immensamente volitivo come Kim poteva trovare il modo di farlo vedere al pubblico italiano. In oltre dieci anni di attivit‡ Kermit Smith ha dato grandi occasioni formative ad un'intera generazione di cinefili, e quel che è più importante ha dimostrato che anche in un sistema complesso e standardizzato come il nostro, chi ha gusto e passione, può con ostinazione riuscire a fare le cose a modo suo.

  IN ITALIA...
Da Moretti a Martone - Kermit Smith è stato uno dei pochi a credere nella vitalità del cinema italiano distribuendo film e titoli tutt'altro che facili e decretando il successo di molti autori. Da Moretti a Martone, da Roberta Torre a Ciprì e Maresco sono in tanti coloro che devono molto a Kim il rosso.
  ...E ALL'ESTERO
Da Lars Von Trier a I soliti sospetti - Da Bryan Singer a Lars Von Trier Kermit Smith a portato nelle italiche sale alcuni dei principali autori degli ultimi anni. Aveva la capacità di intuire le potenzialità di un film molto prima degli altri, tanto che spesso i titoli da lui acquistati tra il dubbio generale finivano a trionfare alle notte degli Oscar.

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