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  ASIA ARGENTO di: Andrea Romeo e David Saltuari
Asia ArgentoDopo New Rose Hotel di Abel Ferrara hai annunciato che stavi preparando un film da regista. Ma il protagonista doveva essere un Uomo Senza Volto, non una Scarlet Diva?
Era un altro progetto, ma a quanto pare non avevo tanta urgenza di farlo. Ho lavorato alla sceneggiatura per un po' di tempo e poi mi sono stufata.
Per Scarlet Diva invece è nato tutto in una notte: mi è venuta in mente questa storia, e ho iniziato a scriverla in modo completamente automatico, quasi cinema of counsciousness. Questa è la storia piú sincera che mi è venuta in mente.

Cosa ti è piaciuto di piú di questa prima regia?
Ma! Si dovrebbe pensare che è una storia autobiografica, prende spunto dalla vita che ho vissuto fino ad oggi, che ha a che fare con il cinema, quindi è la storia di una ragazza che fa l'attrice, che vorrebbe diventare regista, ma che ancora non ha trovato la storia giusta da raccontare e allora deve vivere la sua vita per trovarla. Peró insomma è facile dire "Ha fatto un film autobiografico". È molto più di questo! Chiunque potrebbe fare il regista se avesse una vita più o meno interessante. Non si trattava di affascinare solo quelli che hanno a che fare con il mio piccolo mondo, ma piú persone. Secondo me la cosa piú importante è la sinceritá e questo film mi sembra sincero.

Come hai fatto a gestire il doppio ruolo davanti e dietro la cinepresa? Ti ha divertito questa complicità con te stessa?
É stata un'attività abbastanza schizofrenica, però io sono un "control freak", quindi per me era abbastanza naturale lavorare così. Fino all'ultimo momento non sapevo se sarei stata in grado di gestire questa personalità completamente divisa, e invece è stato tutto molto naturale perché sapevo cosa volevo da me stessa, perché lo avevo scritto io fino nel dettaglio. Desideravo raccontare le immagini sospese nel mio cervello.

Allora sei "andata per immagini" o hai seguito il testo?
Ho seguito la libertà. Io avevo idee molto precise però dovevo farmi ispirare anche dal momento, dall'attore con cui lavoravo, dalle sensazioni che mi davano le location; tutte questi elementi poi dovevano comunque ricomporsi tutti insieme.
Ma siccome come attrice ho avuto dei registi che erano nazisti per quanto riguardava il loro testo, io non non ho voluto lavorare così. So che cosa voglio da una scena, ma la mia creatività non è tutta nel testo. Il testo serve solo a raccontare una scena. Le parole possono anche essere diverse.

L'esperienza di New Rose Hotel con Abel Ferrara ti ha stimolata a gestire il set in questo modo?
Sicuramente! Però non voglio che quando esordisce una regista donna si pensi sempre che dietro ci sia un papà spirituale (mio padre o Ferrara). Questo è un mio film. Io ho imparato qualcosa da tutti i registi con cui ho lavorato, però questo è un mio film, è la mia sensibilità!

Il film è stato "venduto" come erotico. E tu dici: "È un'autobiografia". Che parte ha il sesso nella tua vita in questo momento?
Ma! In questo momento, il sesso... niente: è tab(b)ula rasa! Anzi forse è per questo ho accettato di raccontare la verità con questo film. È una cosa che non mi interessa molto. Il sesso. Proprio non mi interessa.

Strano perchè i media parlano tantissimo di sesso, dicendo che è la nostra generazione ad essere massimamente interessata all'argomento.
In realtà in questo momento la nostra è forse la generazione che assegna al sesso un'importanza più limitata. Comunque il film parla di una ragazza che, proprio perchè ha ad un certo punto scopre di avere un'idea alta dell'amore (e questo non le piace) decide di non fare più sesso. Quindi non è che parla di una che si diverte a farsi fare di tutto da una massa di uomini, anzi.

Per quanto riguarda la tua carriera di attrice, hai qualche progetto che stai vagliando, qualche cosa a cui hai già detto di sì?
Ho già fatto due nuovi film in Francia, solo perché volevo superare un altro ostacolo, quindi il challenge per me era fare un film in una lingua che fino a gennaio non parlavo.

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