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  ALEC BALDWIN di: Andrea Romeo e David Saltuari
alec baldwin Vista la temperatura glaciale e i costi non proprio contenuti da un lato e le possibilità offerte delle nuove tecnologie dall'altra, quando il cinema americano decide di ambientare un film nella Grande Mela preferisce ricrearla nei caldi studi californiani o meglio ancora nelle economiche memorie di un computer. Non un solo membro del cast di X-Men ha messo piede a New York così come non lo farà nessuno di coloro che lavorano all'Uomo Ragno di Sam Raimi. Capita però di imbattersi nel set di qualche newyorkese impenitente o di un regista sfigato alle prime armi o di un attore che, credendosi grande autore, decide di fare il salto dall'altra parte della macchina da presa o di chi è tutte e tre le cose insieme. E' il caso di Alec Baldwin, ex marito di Kim Basinger e il più celebre della famigerata famiglia dei Baldwin (Stephen, William e Daniel gli altri fratelli), che ha deciso di esordire alla regia con il remake di un classico degli anni quaranta The Devil and Daniel Webster di William Dieterle con Walter Houston. L'attore americano è anche produttore del film e dunque il set non brilla certo per grandiosità e spettacolarità. Alec Baldwin si muove con incosciente leggerezza impartendo ordini a destra e a manca mentre i poveri assistenti alla regia invitano con gentilezza i passanti a non fermarsi a curiosare ma a fare finta di passeggiare normalmente; si sa, con quello che costano le comparse oggigiorno.
Nell'originale un contadino vende la propria anima al diavolo in cambio di sette anni di prosperità, ma alla fine del contratto, quando Lucifero viene a richiedere la sua parte dell'accordo si trova davanti Daniel Webster, avvocato di grido, pronto a diffendere in tribunale l'anima del suo assistito. La versione baldwiniana, a parte il salto temporale, sostituisce il contadino con uno scrittore, interpretato dallo stesso Baldwin, mentre nei panni dell'avvocato il gigione dei gigioni Anthony Hopkins e in quello del signore degli inferi Jennifer Love Hewitt. I Baldwin, e Alec in particolare, non sono certo famosi oltreoceano per la loro raffinatezza e il loro savoir fare: all'epoca del sexgate il buon Alec proclamò che bisognava lapidare tutti quelli che volevano incrimanare Clinton. Certo un democratico di ferro, con la mentalità di Al Capone però. Da questo remake non c'è molto da aspettarsi dunque e lo si intuisce anche dal casting: dall'idea di far interpretare il diavolo da una donna (originalone!!) fino all'intenzione, al limite del criminale, di dare ad Anthony Hopkins ancora la possibilità di interminabili monologhi ci troviamo di fronte ad una sequela agghiaccante di luoghi comuni.

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