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  IL SET PIÚ GRANDE di: Andrea Romeo e David Saltuari
Posta tra le due rive dell'Hudson l'isola di Manhattan è la capitale mondiale della finanza, della cultura e del commercio: un'isola di grattacieli dove vivono milioni di sognatori venuti da tutto il mondo per trovare fortuna alle spalle della Statua della Libertą. Una società multietnica in continua trasformazione, arricchita e cambiata continuamente dai giganteschi flussi di disperati che per un secolo hanno visto nell'immigrazione l'unica possibilitą di riscatto, e divenuta di recente catalizzatore di idee e dei cervelli pił brillanti che arrivano a New York da tutto il mondo per sviluppare i progetti pił innovativi e ambiziosi. New York sembra avere nel suo Dna - nel reticolato di avenue e street che la compongono -l'ossessiva ricerca del sogno americano e dell'eccesso di ogni dimensione: il più alto, il più grande, il più nuovo, il più costoso, il più veloce, il più numeroso... tutto a New York è più qualcosa, e la Grande Mela è per questo la città pił rappresentata dal cinema, sempre attento alle dimensioni e alla forza evocativa degli stereotipi. La Wall Steet di Una poltrona per due, il Central Park di Woody Hallen, la SoHo e il Greenwich delle commedie, la Little Italy delle famiglie mafiose (il "da noi a casa" di Martin Scorsese), la misteriosa Chinatown, il poverissimo quartiere ebraico del Lower East Side, il ponte di Brooklin del Maratoneta, lo Skyline visto dall'elicottero, l'Harlem nera di Spike Lee e il Bronx dei film notturni... la metropolitana. Quante avventure di celluloide hanno avuto luogo nella sterminata metropolitana di New York: I guerrieri della notte, Superman, Mimic, Matrix, e persino la scena finale del mitico Mr. Crocodile Dundee in cui la bella e l'australiano si ritrovano e si dichiarano con la complicitą della folla in attesa della metro. Le folle di New York (per non parlare delle fogne) sono le protagoniste di gran parte dei film di genere, dalle commedie da diner (Harry ti presento Sally, Innamorati cronici), alle catastrofi urbane (Deep Impact, Fuga da New York), dalle invasioni di alieni o di meteoriti (Indipendence Day, Armageddon), a quelle di mostri giganti come King Kong e Godzilla. La forza evocativa degli stereotipi newyorkesi è tale da influenzare anche gli universi fantastici del fumetto (di notte la Gotham City di Batman e di giorno la Metropolis di Superman) e addirittura di diventare il simbolo della civiltà dell'uomo, così il protagonista de Il pianeta delle scimmie, finito del futuro, capisce di essere sulla terra solo quando scopre i resti di una città che, anche distrutta, è inequivocabilmente se stessa: New York.

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