Posta tra le due rive dell'Hudson l'isola di Manhattan è la capitale
mondiale della finanza, della cultura e del commercio: un'isola di
grattacieli dove vivono milioni di sognatori venuti da tutto il mondo per
trovare fortuna alle spalle della Statua della Libertą. Una società
multietnica in continua trasformazione, arricchita e cambiata continuamente
dai giganteschi flussi di disperati che per un secolo hanno visto
nell'immigrazione l'unica possibilitą di riscatto, e divenuta di recente
catalizzatore di idee e dei cervelli pił brillanti che arrivano a New York
da tutto il mondo per sviluppare i progetti pił innovativi e ambiziosi. New
York sembra avere nel suo Dna - nel reticolato di avenue e street che la
compongono -l'ossessiva ricerca del sogno americano e dell'eccesso di ogni
dimensione: il più alto, il più grande, il più nuovo, il più costoso, il più
veloce, il più numeroso... tutto a New York è più qualcosa, e la Grande
Mela è per questo la città pił rappresentata dal cinema, sempre attento
alle dimensioni e alla forza evocativa degli stereotipi. La Wall Steet di
Una poltrona per due, il Central Park di Woody Hallen, la SoHo e il
Greenwich delle commedie, la Little Italy delle famiglie mafiose (il "da
noi a casa" di Martin Scorsese), la misteriosa Chinatown, il poverissimo
quartiere ebraico del Lower East Side, il ponte di Brooklin del Maratoneta,
lo Skyline visto dall'elicottero, l'Harlem nera di Spike Lee e il Bronx dei
film notturni... la metropolitana. Quante avventure di celluloide hanno
avuto luogo nella sterminata metropolitana di New York: I guerrieri della
notte, Superman, Mimic, Matrix, e persino la scena finale del mitico Mr.
Crocodile Dundee in cui la bella e l'australiano si ritrovano e si
dichiarano con la complicitą della folla in attesa della metro. Le folle di
New York (per non parlare delle fogne) sono le protagoniste di gran parte
dei film di genere, dalle commedie da diner (Harry ti presento Sally,
Innamorati cronici), alle catastrofi urbane (Deep Impact, Fuga da New
York), dalle invasioni di alieni o di meteoriti (Indipendence Day,
Armageddon), a quelle di mostri giganti come King Kong e Godzilla. La forza
evocativa degli stereotipi newyorkesi è tale da influenzare anche gli
universi fantastici del fumetto (di notte la Gotham City di Batman e di
giorno la Metropolis di Superman) e addirittura di diventare il simbolo
della civiltà dell'uomo, così il protagonista de Il pianeta delle scimmie,
finito del futuro, capisce di essere sulla terra solo quando scopre i resti
di una città che, anche distrutta, è inequivocabilmente se stessa: New York.
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