La megalopoli newyorkese e soprattutto il Distretto Finanziario di Manhattan sono sempre stati il
set "naturale" per i grandi film di catastrofe. La distruzione dei grattacieli è da sempre
uno stereotipo della cinematografia hollywoodiana che ha ambientato nell'isola alcune tra le scene
più spettacolari di panico e di distruzione, tanto che anche nella gravità della tragedia
che si è appena consumata nessuno dei commentatori - americani, italiani ed internazionali -
ha potuto rinunciare a paragonare le immagini della tragedia e le atmosfere di terrore che l'hanno
seguita ad alcuni dei più noti film che in un certo qual modo la preconizzavano. In cento anni
di cinema contro i grattacieli di New York sono state lanciate le sciagure più terribili,
dal gorilla inferocito di King Kong (1933) che si arrampica sull'Empire State Building e viene
abbattuto dall'aviazione, all'onda assassina di Deep Impact (1999) che si scaglia furiosa
contro grattacieli, senza dimenticare i meteoriti di Armageddon che bersagliano le strade di
Manhattan e l'attacco spaziale dell'astronave aliena di Indipendence Day, dove a saltare
in aria con un solo colpo è ancora l'Empire State Building. La Grande Mela è anche il
luogo di origine di epidemie come quella di L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam,
e dell'attacco mutante di Magneto in X-Men di Bryan Singer. Addirittura le vestigia della
megalopoli distrutta, grazie ai simboli universalmente noti che la rendono riconoscibile sono la
chiave di film come il vecchio Pianeta delle scimmie e dell'ultimo Spielberg
A.I.:Intelligenza artificiale in cui proprio le torri gemelle (ormai spezzate) giacciono
sul fondo dell'oceano dopo una catastrofe ambientale.