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  'ANVEDI CHE FORZA di: Andrea Romeo e David Saltuari
Steve Reeves è Ercole Il primo fu Cabiria, di Giovanni Pastrone. Mentre negli States si gingillavano ancora con western e comiche, nel 1914 Giovanni Pastrone in anticipo di dieci anni sui fascisti scopre che agli Italiani piace considerarsi la progenie dell'impero romano. Pastrone impacchetta così il primo vero kolossal della storia del cinema: migliaia di comparse, scenografie talmente grandiose che deve inventarsi anche il carello laterale per dimostrare al pubblico che sono vere e non dipinte. Tra i protagonisti anche uno scaricatore di porto genovese, Bartolomeo Pagano, ingaggiato solamente grazie al suo fisico prestante per interpretare un ruolo che da quell'anno entrerà nel mito: Maciste. Il successo è planetario, gli Americani restano ammutoliti di fronte al genio italico, tanto che David W. Griffith decide di renderci pan per focaccia e gira Intollerance, il kolossal che, nella mente del suo autore, avrebbe dovuto cancellare Cabiria per grandiosità e sfarzo.
Poi l'oblio. Ci scappa ancora un Quo Vadis, un Ben Hur e più tardi qualche altro filmetto di regime per ricordarci i nostri illustri antenati, ma per il resto sembra che il genere abbia esaurito la sua forza. Fortunatamente negli anni Cinquanta qualcuno a Cinecittà si ricorda la passione del pubblico per gli argomenti mitologici. Di nuovo l'inizio è "serio": Ulisse di Mario Camerini con Kirk Douglas a cui però segue lo svacco totale. Gli Italiani capiscono che tanto gli Americani sul tema non sono particolarmente ferrati e riescono a sbolognargli le storie più assurde. Le uniche regole sono: prendere un culturista americano (quasi sempre Steve Reeves), vestirlo con una tunichetta succinta che lascia vedere i generosi pettorali, farlo combattere contro una sensuale maliarda dai capelli neri (da Circe alla regina di Saba, l'importante è che abbia un nome esotico per l'agricoltore del Midwest), e fargli salvare alla fine una bionda donzella in pericolo (la compianta venditrice di pellicce Sylva Koscina). Il gioco è fatto e per quasi vent'anni, facendo combattere tra di loro Ercole, Ulisse, Maciste e Ursus a Cinecittà hanno pasteggiato a caviale e champagne. Ad approfittare delle fortune del genere riuscì anche un giovane Giuliano Gemma, con Arrivano i titani, un delirio demenziale tra cazzotti alla Bud Spencer e battute da caserma;in poche parole il miglior film di quegli anni.

  STEVE REEVES
Steve ReevesIl miglior Ercole
Ha iniziato con Ed Wood, ma alla fine, come molti altri, la sua America l'ha trovata in Italia. Steve Reeves è Ercole per antonomasia. Negli anni cinquanta imperversava nelle sale cinematografiche con i suoi muscoli: le giovin signore palpitanavano, i ragazzini lo ammiravano e gli uomini invidiandolo lo sbeffeggiavano. Oggi, se siete fortunati, potete ancora trovarlo in un caldo pomeriggio d'estate su qualche televisione regionale, mentre porta in salvo Sylva Koscina oppure nella gallery che Cinehall con sforzi titanici ha preparato per voi.
  IN AMERICA INTANTO...
Gli americaniDall'altra parte dell'oceano
"E che, abbiamo scritto giocondo sulla fronte?" si disserò i produttori americani. Forse che solo gli Italiani potevano approfittarsi dell'antichità? E si misero anche loro a sfornare un titolo dietro l'altro, ma essendo dei bacchettoni timorati di Dio (o forse perchè sull'argomento erano un po' meno ignoranti) anzichè depredare la mitologia classica si buttarono sul biblico. Da Sansone e Dalila fino a La tunica, finché la divina provvidenza fece finire il genere prima che a qualcuno venisse in mente di fare Maciste contro i dodici apostoli

  MACISTE...
MacisteMaciste
L'uomo forzuto per eccellenza era uno scaricatore di porto genovese analfabeta, che sapeva a malapena parlare l'italiano; ma aveva il fisico, e nel cinema muto questo bastava a diventare una star. Dal Manzanare al Reno, dalle Alpi alle piramidi, dalla preistoria al futuro, non c'è luogo o epoca in cui il forzuto Maciste non si sia fatto vedere per raddrizzare i torti e salvare fanciulle. Sono oltre venti i film interpretati da Bartolomeo Pagani, il primo Maciste della storia, e innumerevoli quelli interpretati dai vari mister universo.
  ...URSUS E GLI ALTRI
Il resto della bandaIl resto della banda
La fortuna commerciale del peplum obbligò gli sceneggiatori a tirare fuori i nomi di qualunque imbecille avesse combinato qualcosa di eroico: da Ursus ad Ulisse fino al figlio di Spartacus. A vestirne, si fa per dire, i panni bastava aver partecipato al concorso di mister universo. Il titolo che negli anni settanta permise ad Arnold Schwarzenegger di vestire, si fa sempre per dire, i panni di Conan, negli anni cinquanta spalancava le porte di Cinecittà.

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