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  SESTO SENSO
Gli opinionisti

Sesto Senso"Sesto senso" è stata una delle molte sorprese dell'orrorifica estate americana 1999, sia per l'ennesimo presunto calo di popolarità di Bruce Willis, sia per la poca promozione che il film aveva ricevuto prima della sua folgorante uscita nelle sale. Nelle prime quattro settimane di programmazione questo psico-thriller, scritto e diretto dallo sconosciuto Manoj Night Shyamalan ed interpretato dalla giovanissima rivelazione Halye Joel Osment e dalla stellina underground Tony Colette, ha totalizzato 138 milioni di dollari al boxoffice Usa. Dopo soli due mesi ha superato i 250 milioni dollari e si avvia a conquistare il secondo posto della stagione nella classifica mondiale. In Italia il suo esordio non è stato da meno, ma la sua forza è soprattutto nella capacità di trasformare gli spettatori nel più potente e capillare veicolo pubblicitario. E' infatti impossibile raccontare la storia di "Sesto senso" ad un amico senza rovinare le sorprese che il film riserva, si finisce perciò per consigliarne la visione.

  BART PENSA CHE...
bart simpsonMi sono spaventato, ma non per il film. Alla fine del primo tempo Milhouse era tutto sudaticcio, respirava pesante e diceva di avere anche lui il sesto senso, e che io ero un bambino morto che lo perseguitava. Per farlo riprendere ho dovuto chiamare il dottor Freud, uno strano signore con il cilindro che lo ha in cura da qualche settimana. Sono rimasto da solo al cinema e ho potuto gustarmi tutti gli scherzi che i fantasmi fanno a quel ciucciacalzini di Halye Joel Osment, che presto finirà come Makauly Kolkin, a sventrare pesci ad Osaka. Mi ha detto il bidello Willi che anche nella mia scuola ci sono i fantasmi: sono i pasticceri che Jebediah Springfield fece impiccare perché avevano messo troppa panna nel tacchino del ringraziamento.
  LISA PENSA CHE...
lisa simpsonA modo mio posso capire la frustrazione di Cole, il protagonista di "Sesto senso", la cui sensibilità lo rende intimamente e dolorosamente diverso. Un reietto di cui diffidano i coeatanei e di cui gli adulti hanno paura. Un "monstrum" la cui diversità non può essere accettata da una società in cui la conoscenza, la cultura ed i bibliotecari vengono guardati con sospetto. Il film di questo giovane e saggio regista indiano è una grande metafora politica che vuole ricordare a questo nostro Paese il dono che ha avuto, più giovane tra le nazioni, di saper guardare in faccia i propri fantasmi. I violenti pionieri, gli incapucciati del Ku Klux Klan, gli apparati militari, Oliver North e gli infissi di alluminio anodizzato. Saprà quest'America entrare nel nuovo millenio pacificata con le ombre del proprio passato?

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  CURIOSITA'


Halye Joel OsmentUna delle grandi sorprese di "Sesto Senso" è la bravura stanislawskiana del giovane Halye Joel Osment, interprete di Cole Sear, il bambino dotato del sesto senso, tanto da garantirgli l'ingresso tra i papabili per le prossime nomination all'Oscar. In realtà, con i suoi soli undici anni, il piccolo Halye è uno dei più consumati attori che calcano i set di Hollywood, avendo al suo attivo, tra produzioni cinematografiche e televisive, ben quindici film. Il ruolo più importante, prima di "Sesto Senso", è stato Forrest Gump da bambino nell'omonimo film di Robert Zemeckis.

  UN CLASSICO...

Scritto e diretto dall'indiano M. Night Shyamalan, "Sesto Senso" vanta un rigoroso rispetto dei clicheé del genere horror e thriller, con una regia asciutta e molto sicura che guida per mano lo spettatore verso un finale ad effetto che ne fa apprezzare la raffinata capacità illusionistica. La soluzione più semplice è spesso quella giusta, ed è già sotto i nostri occhi, anche se non la riconosciamo. Anche l'autore della colonna sonora, James Newton Howrd, è uno degli autori più classici e tradizionali di Hollywood. Suo anche il commento musicale all'altro campione del boxoffice americano "Runaway Bride" e al prossimo lungometraggio animato della Disney "Dinosaurs".

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