Scegliendo Sam Raimi per dirigere Spider-Man la Columbia ha fatto una scelta per certi versi simile a quella della Warner Bros che chiamò Tim Burton a dirigere Batman. Entrambi infatti sono considerati autori di culto, con uno stile molto personale e seguiti con attenzione da una nicchia considerevole di appassionati. Sono insomma gli autori di film di genere che piacciono tanto agli cinephiles. Sam Raimi ha iniziato la sua brillante carriera nel mondo dell'orror dirigendo quei piccoli capolavori da programmazione notturna che sono La Casa e La Casa 2 (in originale Evil Dead e Evil Dead 2), seguiti dal capitolo finale della saga L'armata delle tenebre. Tre horror, sospesi tra splatter e grottesco, veloci come un proiettile e diventati con merito dei cult da videoteca. Se non li avete mai visti, toglietevi quell'espressione schifata dalla bocca a andate a rifrescarvi la vista.
Con queste credenziali il regista americano ha fatto nel 1990 la sua prima incursione nel mondo supereroistico con Darkman, un film su uno scienziato senza faccia che può assumere l'identità di chiunque per un ora. Un'altra piccola chicca che non ha avuto purtroppo il successo che si meritava. Maggiore successo di pubblico ha il film successivo di Raimi The Quick and The Dead (Pronti a Morire) nel 1995 con Sharon Stone, Gene Hackman e un ancora giovane Leonardo di Caprio. Un western spettacolare che porta al limite visivo estremo la tradizione di Sergio Leone, omaggiato e parodiato allo stesso tempo. In un West da parco a tema si organizza una gara all'ultimo sangue tra i migliori pistoleri. In pratica il genere western spezzettato, analizzato, trasformato, mangiato e digerito usando solamente la più classica delle sue scene finali.
Tre anni dopo con A Simple Plan (Soldi Sporchi il terribile titolo italiano) Sam Raimi fa in assoluto il suo capolavoro: due fratelli e un loro amico trovano nella foresta un sacco pieno di soldi; decidendo di tenersi i soldi senza dire niente a nessuno e danno inizio alla loro lenta e reciproca distruzione, divorati dalla rapacità. Un grande racconto morale, terribile e perfetto.
In seguito Raimi ha partecipato incolpevomente al triste declino di Kevin Kostner dirigendolo in Gioco D'Amore e prima di cimentarsi con Spiderman si è concesso un divertissement con il gustoso The Gift, una riuscita storia di fantasmi.