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  GLI OPINIONISTI
Tarzan

Ecco chi ha trascorso un paio d'ore tra liane digitali e figuri mezzi nudi. Questa settimana le opinioni di:

La regina madre• LA REGINA MADRE:
La mia augusta persona si è molto rallegrata della nuova avventura a cartoni animati di Tarzan. Ricordo infatti che di tale progetto si era già parlato un lunedì di pasquetta dei primi anni quaranta. Quel giorno io e il mio dolce Gigì le Parisien ci trovavamo nel piccolo ma grazioso castello della meravigliosa casata gallese dei Burroughs a Saint Morritz, per la tradizionale gara di corsa con l'ermellino organizzata da quel discolaccio di Göbbels, quando Edgard Burroughs fu avvicinato da un ragazzo delle colonie con dei grandi mustache che disse di essere il disegnatore Walt Disney. I due fraternizzarono da gentiluomini, e durante il pranzo parlarono di una possibile collaborazione per un Tarzan animato con i cartoni, ma all'arrivo del dolce il sodalizio si ruppe a causa di una grave incomprensione: Disney sosteneva che la colomba pasquale andasse guarnita con abbondante sciroppo d'acero, e la cosa indignò a tal punto il padrone di casa che questi fece accompagnare il suo ospite alla porta.
La Regina Madre
il Grande Puffo• IL GRANDE PUFFO:
Questo Tarzan è davvero puffoso, sono andato a vederlo perché vi partecipava Madre Natura, ma ho trovato che tutti gli attori puffassero banissimo. Mi è piaciuto il personaggio del vecchio gorilla, sempre alle prese con i pasticci del giovane ed ingenuo Tarzan: quando si arriva a centocinquant'anni si cominciano a capire le responsabilità che la vita puffa sulle nostre spalle. Anch'io con Puffo Quattrocchi ho sempre un sacco di preoccupazioni perché ogni volta che lascio la foresta ne combina una delle sue, e come il protagonista del film, finisce sempre per puffare i cattivi al nostro villaggio. Per fortuna non si puffa di cacciatori armati, ma soltanto di quello squinternato di Gargamella e del suo gatto rimbambito Birba, che cercano di far puffare nelle loro trappole i miei piccoli puffi; ma di solito, dopo la pubblicità io torno al villaggio e con una pozione puffa li tolgo d'impaccio.
Il Grande Puffo
Ralph Malph• RALPH MALPH:
Càspita, questo Tarzan ci sa davvero fare, surfa sugli alberi come sulle onde del pacifico, ed ha un carisma da ganzo peggio di Fonzie, se lo vede una squinzia, il bacio col risucchio è assicurato. Nel film però Tarzan preferisce restare nella giungla e lasciare a Fonzie tutte le ragazze, ma se io fossi Tarzan, con quel fisico prenderei Jane in braccio e correrei fino in America: la porterei ogni sera a mangiare un hamburger da Arnold e poi al drive in a pomiciare. L'unico problema sarebbe che a Milwakee gli alberi sono troppo radi per saltare continuamente da uno all'altro.
Ralph Malph
Il Papa• RUDOLPH GIULIANI:
Mi duole ammetterlo ma anche una società multinazionale come la Walt Disney può sbagliare. Per promuovere Tarzan infatti hanno trasformato la Mia (la nostra) grande Mela in una giungla, creando disagi notevoli alla circolazione, e dando alla città un'immagine scompigliata che non gli corrisponde. Per rimettere in ordine le cose i miei ragazzi giù al distretto hanno dovuto fare una strage di happy-meal e assaltare le stelle filanti con i tagliaerbe. Inoltre la morale del film è riprovevole, perché istiga il contribuente ad abbandonare i giusti vincoli di una società regolamentata, per abbracciare una caotica esistenza nella natura. Ma i miei ragazzi sono già appostati giù a Long Beach, e riacciufferanno tutti i cittadini che cercano di imabarcarsi verso i paradisi caraibici dell'evasione fiscale.
Rudolph Giuliani
il Trifoglio• IL TRIFOGLIO:
Vista la scarsa presenza concessa ai trifogli nella giungla di Tarzan , dato la poca disponibilità dalla Walt Disney Pictures a concedere maggiore visibilità al nostro gruppo vegetale mi vedo costretto a chiedere una verifica degli accordi sindacali tra la Walt Disney ed il mondo vegetale. Andrà approntata una piattaforma programmatica per approntare un documento di base che ridefinisca le linee di convergenza dei nuovi equilibri che si sono venuti a creare tra le varie piante. Non è infatti possibile che delle estremiste senza alcun senso democratico come le liane appaiano continuamente a fianco del protagonista, mentre noi che abbiamo una lunga storia alle spalle veniamo calpestati dagli elefanti in un'unica scena. Abbiamo sopportato abbastanza e se le nostre richieste non verranno accettate passeremo senza altro indugio tra le file della Warner Bros.
Il trifoglio
Colui che• COLUI CHE... PRINCE:
Trovo inqualificabile il modo in cui il mio collega Phil Collins ha interpretato la colonna sonora di Tarzan. Non si possono cantare le stesse canzoni in trenta lingue diverse. E' offensivo nei confronti del pubblico. Si cambia lingua una volta per tutte. Se infatti Phil Collins le avesse cantate solo in francese lo si sarebbe potuto giustamente considerare colui che prima cantava in inglese. Ma se poi passa subito al tedesco diventa colui che cantava in inglese e francese. Figuratevi cosa succede con trenta lingue. Così si genera una confusione indecente nel mercato discografico.
Colui che voleva che gli altri lo chiamassero Colui che chiamavano Prince

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