Dopo lo scarsissimo risultato di Anastasia (a ragione rinominato Anestesia) Bluth e la 20th Century Fox ci riprovano con questo blockbuster che annovera nel cast di doppiatori star del calibro di Matt Damon e Drew Barrymore, e il risultato questa volta è di grande spettacolarità. La storia racconta di un futuro in cui la Terra è stata distrutta da un attacco alieno, e gli umani vivono da reietti dispersi in piccole colonie in giro per l'universo: solo il protagonista Cale possiede il segreto per ditruggere la minaccia aliena e riscostruire il pianeta Terra, ovviamente ad aiutarlo sarà una ragazza, Akima, una orgogliosa pilota stellare decisa a riunire la specie umana in una nuova terra promessa.
Tralasciando le mille analogie con la diaspora del popolo ebraico, il mito e la fondazione di Israele, dalla trama del film emerge un sapiente collage di stereotipi e "citazioni" da tutti i capisaldi del genere spaziale, da Alien a 2001 di Kubrick, passando per tutta la saga di Star Wars e saccheggiando non poco le sequenze da videogioco dell'ultimo Episode 1. Molte anche le strizzate d'occhio alla fantascienza informatica e in particolare a Tron di Lisberger (1982) di cui il film riprende talvolta il decor squadrato fatto di fasci di luce.
Le immagini ad alta definizione e molto spettacolari sono supportate da una colonna sonora di rock duro e martellante, abbastanza inusuale per un film d'animazione. Inoltre Bluth è riuscito a fare in animazione un vero e proprio film di fanta-azione, con momenti di suspance e un montaggio molto cinematografico, e in cui (finalmente) i personaggi non cantano.
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