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  MIFED di: Andrea Romeo e David Saltuari
michael madsen Dal 28 ottobre al primo novembre scorsi si è svolto alla Fiera di Milano il 68º Mifed, il Mercato Internazionale del cinema e dell'Audiovisivo che in anni di onorata attività è diventato uno snodo cruciale nel mercato cinematografico mondiale. In questa occasione infatti vengono presentati tutti i film già realizzati e in vendita per i mercati internazionali, e tantissimi progetti di quelli che potrebbero essere prossimi film di successo, sonori flop o addirittura specchietti per le allodole montati su per accalappiare finanziamenti e che non arriveranno mai all'ultimo ciak. Questo è il caso di una miriade di prodotti di genere che vantando nel cast l'opzione di qualche star o starlette del grande o del piccolo schermo cercano un preacquisto da parte dei distributori: un caso particolare e nato ormai attorno alla figura di Michael Madsen, un attore americano ormai non più giovanissimo, che ha avuto un momento di celebrità dopo la sua memorabile performance in Le iene di Quentin Tarantino, e che da qualche anno (almeno cinque) è "coinvolto" in progetti di produzione di cui continua ad essere presentata solo la locandina. Per ogni film di successo inoltre andando al Mifed si scoprono una miriade di piccoli remake (per non dire scopiazzature) che cercano di restituire l'emozione dell'originale ma in veste molto meno costosa. E per finire la carrellata sulla parte comica - di quella che è invece una serissima ed autorevole vetrina per gli addetti ai lavori - non poteva mancare anche quest'anno il pannello pubblicitario dell'ormai fantomatico Pinocchio con i grandissimi Martin Landau e Udo Kier, una sóla (in termini commerciali dato che il film non lo abbiamo visto e ormai rodiamo dalla curiosità) che la Fries Film Group cerca di piazzare ormai da oltre quattro anni e che ha presentato adesso sotto una nuova luce: all'imbarazzante sorriso di Landau e stato infatti affiancato un intrigante Udo Kier con parruccotta rossa e guanti da neve color lillà, il pannello inoltre - dopo una attenta valutazione di marketing - anziché sulla sinistra dello stand è stato piazzato sulla destra e questo potrebbe dare i suoi frutti. Scherzi a parte, esempi come quello dello sfortunato Pinocchio (che al botteghino è stato letteralmente fatto a pezzi) dimostrano quanta imprevedibilità il mercato del cinema riservi e con quanta ostinazione le produzioni cinematografiche possano spingere un titolo che è stato inspiegabilmente e ingiustamente (anche se forse non è questo il caso) bocciato dal pubblico, magari riuscendo a strappare dopo anni un successo commerciale cui nessuno avrebbe dato credito. Sempre per restare al nostro affezionato Pinocchio, infatti, chi può giurare che dopo l'A.I. di Spielberg e l'omonimo Benigni non si aprano occasioni per ripescare un titolo "analogo" (e molto più economico) da schiaffare in qualche circuito minore o a tappabuchi in una delle raffazzonatissime giornate a tema delle Tv satellitari?

  di Cinehall
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   data: 27 nov 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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