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  GLI OPINIONISTI di: Andrea Romeo e David Saltuari
Toy Story 2

Tra animazione e computer sembra sia sbocciato un grande amore. Dobbiamo scordarci per sempre i buoni, vecchi film della Disney dipinti a mano fotogramma per fotogramma? Woody e Buzz dietro la loro apparenza bonaria sono in realtà dei killer spietati, la cui missione è far fuori Topolino, Paperino e company? Un tema scottante affrontato attraverso l'opinione di:

Il Pisciatoio di Duchamp• IL PISCIATOIO DI DUCHAMP:
Vedere Toy Story 2 mi ha messo addosso un'enorme tristezza. Invidio profondamente Woody che ha degli amici che vengono a salvarlo quando rischia di essere rinchiuso in un museo senza poter svolgere la missione per cui è stato creato. Quando toccò a me essere strappato da una parete dei bagni pubblici della Gare du Nord di Parigi per finire i miei giorni in un triste museo, nessuno intervenne in mio aiuto. Sarà che i pisciatoi da muro non hanno gambe e dunque era difficile per i miei compagni organizzare una spedizione di soccorso, ma mi duole rimarcare che gli altri sanitari fecero finta di non vedere e si girarono dall'altra parte. Sentii bofonchiare uno di quegli snob dei lavandini, riteneva che fosse scandaloso portare in un museo me e non qualcuno di classe come lui. Non poteva sapere quanto sia triste la vita in un museo. Ah, se solo avessi avuto anch'io un Buzz Lightyear come amico!
Il Pisciatoio di Duchamp
Che Guevara• CHE GUEVARA:
La prossima volta che vengo al mondo spero di nascere giocattolo. Dopo la visione di Toy Story 2 mi sono convinto che la solidarietà tra i pupazzi è più alta che tra gli umani. Quando mi trovavo in Bolivia nella stessa situazioni del cowboy Woody il mio amico Fidel non fece come Buzz Lightyear, e mi lasciò da solo al mio destino. Non solo: negli anni successivi, approfittando del successo della mia immagine, tentò addirittura di commercializzare un pupazzo con le mie fattezze. Era un bambolotto di plastica con tutto il kit del piccolo rivoluzionario. Per fortuna i piccoli Guevarini non si piegarono a questo turpe disegno e scapparono in massa dalla fabbrica di giocattoli dell'Avana, si incontrarono con un gruppo di Big Jim che fuggivano dal mercato statunitense - che, infatti, da allora sono assolutamente scomparsi dalla circolazione e dalla quarta di copertina di Topolino - e fondarono una libera comunità di bambole nelle Piccole Antille, dove vivono tuttora. HASTA IL GIOCATTOLO; SIEMPRE!
Ernesto Che Guevara
Il commissario Rex• IL COMMISSARIO REX:
Innanzi tutto una precisazione: non è vero che le pulci hanno abbandonato l'Austria per protesta contro il Nostro Illuminato Ministero. Inoltre in quanto Ministro per l'Infanzia del nuovo governo austriaco neroblu mi sento in dovere di precisare che, a differenza di quanto una certa propaganda va dicendo negli ultimi tempi, non verranno affatto promulgate leggi discriminanti i giocattoli non austriaci. Anzi abbiamo intenzione di creare un museo apposito per tutti quei giuochi costruiti lontano dalle nostre ridenti valli alpine ricoperte di gerani. In questi appositi musei i nostri fanciulli potranno ammirare i giocattoli posti dentro speciali teche, senza che il contatto con loro provochi qualche infezione intellettuale. Se Woody il protagonista di Toy Story 2 dovesse finire in uno dei nostri musei per giocattoli stranieri non avrebbe dunque nulla da temere: nei nostri musei infatti si sta così bene che nessun giocattolo ne è mai uscito vivo.
Il Commissario Rex
Il Grande Puffo• IL GRANDE PUFFO:
Questa nuova avventura di Woody e Buzz e ancora più puffosa della prima. Siamo andati tutti al Multiplex di Lutezia a vedere il film assieme a Madre Natura, che si è puffata addosso dal ridere. E' stata una giornata divertente ed istruttiva per i miei piccoli puffi che hanno visto come sia importante puffare aiuto agli amici che vengono catturati dai cattivi, come il nostro Gargamella. Puffo Quattrocchi ha cercato di convincerci che gli attori del film sono solo dei personaggi immaginari, nati dalla fantasia del Signor Pixar che li ha filmati grazie al computer. E sempre il solito presuntuoso, il mio piccolo Quattrocchi, se Woody e Buzz non esistessero come farebbero Al e il mio amico Geri a puffare con loro. E poi sono settimane che Mister French Potato puffa in giro a vantarsi di avere un cugino famoso.
Grande Puffo
Coleman• COLEMAN:
Mi ha fatto grande piacere rivedere un mio vecchio commilitone, l'imperatore Zurg, con cui combattei contro il Master Controll Program ai gloriosi tempi di Tron. Venimmo catturati insieme dopo un tentativo di stabilire una testa di ponte sulla consolle dei videogames. Grazie al suo spirito arguto ed allegro i giorni della prigionia furono meno pesanti e fu grazie a lui che riuscimmo a mettere in pratica un piano di fuga insieme a Pacman e a Pong, altri due grandi eroi di quella guerra. Mi si inumidiscono gli occhi a ripensare a quei trionfali giorni della mia giovinezza e sono felice che il caro vecchio Zurg ora viva sereno e contento a Pixar, che mi dicono essere una cittadina particolarmente amena. Uno di questi giorni lo inviterò qui da noi a Eidos per una bella rimpatriata tra reduci.
Coleman il maggiordomo di Lara Croft
Hans Magnus Enzensberger• HANS MAGNUS ENZENSBERGER
"Il Pixel ha la consistenza di una caramella gommosa alla frutta" amava dire la mia cara collega Giulia Fara quando ci incontravamo per gli austeri corridoi dell'Università di Heidelberg. Non posso che concordare con questa affermazione dopo aver visto l'ultimo prodotto della Pixar Toy Story 2. Il cowboy Woody che vediamo sullo schermo, ma che sappiamo non esistere al di fuori da esso, è una semplice combinazione di informazioni binarie, simbolo di un America che è scomparsa. L'astronauta Buzz, generato dentro la memoria di una macchina, è simbolo di un America futura che non esisterà mai. Fra di loro il personaggio più reale, più gommoso, più freudianamente alla frutta: il complessato, fruttosamente nevrotico Rex, è simbolo dei contorti meandri mentali della società postindustriale occidentale. Questo film non esiste, dunque è specchio perfetto della gommosità alla frutta dei nostri tempi. Il mio amico Malevic ne sarebbe entusiasta. Hans Magnus Enzensberger

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