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Tra animazione e computer sembra sia sbocciato un grande amore. Dobbiamo scordarci per sempre i buoni, vecchi film della Disney dipinti a mano fotogramma per fotogramma? Woody e Buzz dietro la loro apparenza bonaria sono in realtà dei killer spietati, la cui missione è far fuori Topolino, Paperino e company? Un tema scottante affrontato attraverso l'opinione di:
IL PISCIATOIO DI DUCHAMP:
Vedere Toy Story 2 mi ha messo addosso un'enorme tristezza. Invidio
profondamente Woody che ha degli amici che vengono a salvarlo quando
rischia di essere rinchiuso in un museo senza poter svolgere la missione
per cui è stato creato. Quando toccò a me essere strappato da una parete
dei bagni pubblici della Gare du Nord di Parigi per finire i miei giorni in
un triste museo, nessuno intervenne in mio aiuto. Sarà che i pisciatoi da
muro non hanno gambe e dunque era difficile per i miei compagni organizzare
una spedizione di soccorso, ma mi duole rimarcare che gli altri sanitari
fecero finta di non vedere e si girarono dall'altra parte. Sentii
bofonchiare uno di quegli snob dei lavandini, riteneva che fosse scandaloso
portare in un museo me e non qualcuno di classe come lui. Non poteva sapere
quanto sia triste la vita in un museo.
Ah, se solo avessi avuto anch'io un Buzz Lightyear come amico!
Il Pisciatoio di Duchamp
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CHE GUEVARA:
La prossima volta che vengo al mondo spero di nascere giocattolo. Dopo la
visione di Toy Story 2 mi sono convinto che la solidarietà tra i
pupazzi è più alta che tra gli umani. Quando mi trovavo in Bolivia nella
stessa situazioni del cowboy Woody il mio amico Fidel non fece come Buzz
Lightyear, e mi lasciò da solo al mio destino. Non solo: negli anni
successivi, approfittando del successo della mia immagine, tentò addirittura
di commercializzare un pupazzo con le mie fattezze. Era un bambolotto di
plastica con tutto il kit del piccolo rivoluzionario. Per fortuna i piccoli
Guevarini non si piegarono a questo turpe disegno e scapparono in massa
dalla fabbrica di giocattoli dell'Avana, si incontrarono con un gruppo di
Big Jim che fuggivano dal mercato statunitense - che, infatti, da allora
sono assolutamente scomparsi dalla circolazione e dalla quarta di copertina
di Topolino - e fondarono una libera comunità di bambole nelle Piccole
Antille, dove vivono tuttora. HASTA IL GIOCATTOLO; SIEMPRE!
Ernesto Che Guevara
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IL COMMISSARIO REX:
Innanzi tutto una precisazione: non è vero che le pulci hanno abbandonato
l'Austria per protesta contro il Nostro Illuminato Ministero. Inoltre in
quanto Ministro per l'Infanzia del nuovo governo austriaco neroblu mi sento
in dovere di precisare che, a differenza di quanto una certa propaganda va
dicendo negli ultimi tempi, non verranno affatto promulgate leggi
discriminanti i giocattoli non austriaci. Anzi abbiamo intenzione di creare
un museo apposito per tutti quei giuochi costruiti lontano dalle nostre
ridenti valli alpine ricoperte di gerani. In questi appositi musei i nostri
fanciulli potranno ammirare i giocattoli posti dentro speciali teche, senza
che il contatto con loro provochi qualche infezione intellettuale. Se Woody
il protagonista di Toy Story 2 dovesse finire in uno dei nostri
musei per giocattoli stranieri non avrebbe dunque nulla da temere: nei nostri
musei infatti si sta così bene che nessun giocattolo ne è mai uscito vivo.
Il Commissario Rex
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IL GRANDE PUFFO:
Questa nuova avventura di Woody e Buzz e ancora più puffosa della prima.
Siamo andati tutti al Multiplex di Lutezia a vedere il film assieme a Madre
Natura, che si è puffata addosso dal ridere. E' stata una giornata
divertente ed istruttiva per i miei piccoli puffi che hanno visto come sia
importante puffare aiuto agli amici che vengono catturati dai cattivi, come
il nostro Gargamella. Puffo Quattrocchi ha cercato di convincerci che gli
attori del film sono solo dei personaggi immaginari, nati dalla fantasia
del Signor Pixar che li ha filmati grazie al computer. E sempre il solito
presuntuoso, il mio piccolo Quattrocchi, se Woody e Buzz non esistessero
come farebbero Al e il mio amico Geri a puffare con loro. E poi sono
settimane che Mister French Potato puffa in giro a vantarsi di avere un
cugino famoso.
Grande Puffo
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COLEMAN:
Mi ha fatto grande piacere rivedere un mio vecchio commilitone,
l'imperatore Zurg, con cui combattei contro il Master Controll Program ai
gloriosi tempi di Tron. Venimmo catturati insieme dopo un tentativo
di stabilire una testa di ponte sulla consolle dei videogames. Grazie al
suo spirito arguto ed allegro i giorni della prigionia furono meno pesanti
e fu grazie a lui che riuscimmo a mettere in pratica un piano di fuga
insieme a Pacman e a Pong, altri due grandi eroi di quella guerra. Mi si
inumidiscono gli occhi a ripensare a quei trionfali giorni della mia
giovinezza e sono felice che il caro vecchio Zurg ora viva sereno e
contento a Pixar, che mi dicono essere una cittadina particolarmente amena.
Uno di questi giorni lo inviterò qui da noi a Eidos per una bella
rimpatriata tra reduci.
Coleman il maggiordomo di Lara Croft
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HANS MAGNUS ENZENSBERGER
"Il Pixel ha la consistenza di una caramella gommosa alla frutta" amava
dire la mia cara collega Giulia Fara quando ci incontravamo per gli austeri
corridoi dell'Università di Heidelberg. Non posso che concordare con questa
affermazione dopo aver visto l'ultimo prodotto della Pixar Toy Story
2. Il cowboy Woody che vediamo sullo schermo, ma che sappiamo non
esistere al di fuori da esso, è una semplice combinazione di informazioni
binarie, simbolo di un America che è scomparsa. L'astronauta Buzz, generato
dentro la memoria di una macchina, è simbolo di un America futura che non
esisterà mai. Fra di loro il personaggio più reale, più gommoso, più
freudianamente alla frutta: il complessato, fruttosamente nevrotico Rex, è
simbolo dei contorti meandri mentali della società postindustriale
occidentale. Questo film non esiste, dunque è specchio perfetto della
gommosità alla frutta dei nostri tempi. Il mio amico Malevic ne sarebbe
entusiasta.
Hans Magnus Enzensberger
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