Nel suo libro, Eyes Wide Open, sulla realizzazione di Eyes Wide Shut lo sceneggiatore Frederick Raphael riporta un dialogo
tra lui e Kubrick riguardo ai film sulla Shoah. Il regista di Arancia Meccanica chiede a Raphael
di citarli tutti i film che ha visto sull'argomento, ma quando arriva a Schindler's List Kubrick lo
ferma dicendo"L'Olocausto è la storia di sei milioni di persone che muoiono. Schindler's List è
la storia di seicento persone che non muoiono. Non è un film sull'Olocausto, è un film
sul successo.". Questa, per quanto indiretta, è l'unica opinione conosciuta di Kubrick su
Steven Spielberg. Dal canto suo Spielberg ha sempre raccontato il suo rapporto con Kubrick come se
avessero fatto l'asilo insieme: telefonate tutti i giorni, grandi amiconi, grandissima stima reciproca.
Tant'è che subito dopo la morte di Kubrick Spielberg si è autoproclamato erede del
progetto di A.I., arrivano anche a sostenere che Kubrick stesso glielo voleva far dirigere.
Il progetto di A.I. è uno dei tanti tormentoni della vita di Kubrick. Nel 1983 acquista i diritti
del racconto breve Super-Toys Last All Summer Long di Brian Aldiss, che da quel momento diventa,
insieme a Doppio Sogno di Arthur Schnitzler e un film sull'Olocausto, uno dei progetti su cui Kubrick
lavora più assiduamente. In un futuro non troppo lontano le calotte polari si sono sciolte
sommergendo le principali città. A svolgere i lavori un tempo di competenza degli umani vengono
ora usati dei robot talmente perfetti da essere senzienti. Tra di loro c'è David, una specie di
Pinocchio del futuro, un'androide bambino che vuole diventare un vero bambino. A rallentare il progetto di questo film
c'era, oltre alla nota difficoltà di Kubrick di trasformare in sceneggiature che lo convincesserò
le sue visioni (e in questo senso il libro di Raphael è esemplare), il problema di realizzare
visivamente il mondo del futuro in cui ambientare la storia. Kubrick non rilasciava mai interviste e
quindi sapere cosa passasse per la sua testa è un impresa difficile. Pare che alla fine degli
anni ottanta abbia accantonato il progetto di A.I. sostenendo che la tecnologia degli effetti speciali
era ancora troppo primitiva per i suoi gusti. C'era addirittura chi sosteneva, ma si tratta solo di una
leggenda, che avesse già girato le parti con il protagonista bambino e che aspettasse vent'anni
per girare le scene del protagonista adulto con lo stesso attore. Sia come sia nel 1994 Kubrick vede
Jurassic Park e resta impressionato dai dinosauri creati dalla ILM. Si mette in contatto
con la società di George Lucas per sapere se il suo progetto è realizzabile. Il risultato
è un breve filmato realizzato dalla ILM in cui si vede una nave pirata generata al computer
che solca il mare. Il filmato serve a mostrare al regista gli effetti dell'acqua digitale. Il risultato
è talmente entusiasmante che Kubrick ritira fuori dal cassetto il racconto di Aldiss e si mette
a lavorare.
Nel 1999 esce Eyes Wide Shut, il film che avrebbe dovuto precedere A.I., e che è invece l'ultimo
film di Kubrick. Quelli che possono sembare salti temporali enormi sono in realtà i normali
tempi di lavoro di Kubrick (basta pensare che i diritti per la novella di Schnitzler da cui è
stato tratto il film con Cruise e la Kidmann vennerò acquistati nel 1972). Se non fosse venuto
a mancare avremmo forse dovuto aspettare dieci anni per vedere A.I. girato da Kubrick. Invece in
poco più di un anno Spielberg si è accolato il compito di portare a termine il progetto del suo
maestro, scrivere una sceneggiatura e girare il film. Si tratta di una collaborazione tra la Warner
Bros (la casa di produzione di Stanley Kubrick) e la Dreamworks di Spielberg, che ha come protagonista
il giovane Haley Joel Osment (Sesto Senso) e Jude Law (Il nemico alle porte), mentre
il produttore esecutivo è Jan Harlan, cognato di Kubrick e suo collaboratore.
La domanda che tutti si fanno è qual è la differenza tra i progetti dei due registi.
La questione non avrai mai risposta. Del progetto di Kubrick in realtà si sa poco, non esisteva
una vera e propria sceneggiatura e non c'era praticamente nulla di girato (oltre al test della ILM
ci dovrebbero essere delle vedute aeree del mare fatte fare da Kubrick, ma questo è tutto).
Non è neanche tanto chiaro se Kubrick sarebbe veramente tanto entusiasta di Spielberg come autore
di A.I. La battuta citata da Raphael potrebbe far credere che il rapporta tra i due fosse meno
idilliaco di quanto Spielberg vorrebbe far credere, ma è anche vero che si sentivano spesso
e si scrivevano molto riguardo ai più disparati argomenti. L'unica costa certa è che quello
che andremmo a vedere non sarà un film di Kubrick, ma un film di Spielberg. La notazione, che
può sembrare lapalissiana, non è in realtà tanto ovvia, ne per forza negativa.
Spielberg, per quanto possa essere furbo, antipatico e approfittatore, è uno degli autori
americani più importanti degli ultimi vent'anni. Ha cambiato completamente il modo di fare cinema
negli Stati Uniti, creando dal nulla un universo fantastico e rilanciando, insieme a George Lucas,
il cinema visionario e spettacolare e portandolo oltre l'immaginabile. Ha creato personaggi diventati
ormai luoghi comuni, da Indiana Jones a E.T., dallo Squalo ai dinosauri di Jurassic
Park. Ha prodotto I Goonies e Ritorno al futuro, e senza di lui non avremmo mai avuto film come
Ghostbuster. Può piacere o non piacere (e a noi, nonostante tutto piace molto), ma Spielberg
ha creato il nostro immaginario cinematografico e non solo, apprendo le porte ad un modo di pensare
l'immagine e l'intrattenimento completamente nuovo, dal cinema al videogioco (non ci sarebbe Tomb
Raider senza Indiana Jones), dalla televisione ai parchi a tema.
Erano un po' di anni che Spielberg non realizzava qualcosa di veramente nuovo. Sia Jurassic Park che
Salvate il Soldato Ryan mancavano di quella forza dirompente e della leggerezza dei suoi primi
film. Ora forse, grazie al progetto di Kubrick, ci potrebbe essere una ritorno ai vecchi fasti per Steven
Spielberg.