Alberto Barbera e Paolo Baratta hanno aperto il 57º Festival del cinema di Venezia. Durante la conferenza stampa
di apertura è stato annunciato che non ci sarà, come si temeva, la seconda parte del documenatario
di Martin Scorsese sul cinema italiano. In compenso verrà presentato il work in progress che Daniele Sepe,
uno dei maggiori documentaristi italiani, sta facendo sulla chiusura dell'Unità. E dopo queste note di
servizio è arrivato il glamour. Sharon Stone, tenuta nascosta in un bunker sotto il casinò è
emersa per consegnare il Leone d'oro alla carriera a Clint Eastwood. Dopodichè l'allegra brigata dei festivalieri si è
finalmente potuto godere Space Cowboys.
SPACE COWBOYS
Vecchietti nello spazio -
Space Cowboys è un film di genere, non è certo il miglior Eastwood degli ultimi tempi,
ma è probabilmente il miglior film stellare dell'era digitale, niente a che vedere con i ritmi ridondanti
di Apollo 13 o con la frenesia fracassona di Armageddon. Questa volta nello spazio va un regista e attore
che, superati i settant'anni, ha ancora voglia di scherzare e di stupire, e ci riesce soprattutto
nella prima parte in cui uno scherzo del del destino da alla Squadriglia Dedalus una seconda occasione a quarant'anni dalla prima
(fallita) ambizione spaziale...
Quattro chiacchiere con Clint - Smessa ormai da anni la maschera di duro, Clint Eastwood mostra, sotto la sua coriacea pellaccia, un allegro senso dell'umorismo. Sentite un po' che cosa ci ha raccontato del suo ultimo film e di quello che sta combinando...