Come direbbe un celebre settimanale italiano forse non tutti sanno che al Festival di Venezia oltre al Leone d'oro, alle coppe Volpi
e ai vari gran premi della giuria vengono assegnati anche diversi premi collaterali, assegnati da varie organizazione e riviste.
La settimana internazionale della critica, una sezione autonoma ospitata dalla Mostra, ha premiato Noites, un ostico film portoghese
della regista Claudia Tomaz. La giuria era presieduta da Marco Bellocchio.
Il premio Filmcritica - Il bastone bianco merita un discorso a parte. Si era nel immediato dopoguerra italiano e mentre arrivavano
da oltreoceano gli aiuti del piano Marshall e le spie americane, un giovane critico italiano, Edoardo Bruno, fondò Filmcritica,
a tutt'oggi la rivista di cinema italiana più antica. A Venezia Edoardo Bruno, sempre più arzillo col passare del tempo, consegna ogni anno il
Bastone Bianco. Quest'anno se lo è beccato Manoel de Oliveira con il suo Palavra e Utopia.
Il Future Film Festival, la rassegna bolognese che si occupa di nuove tecnologie del cinema d'animazione, ha assegnato, dopo un lungo dibattito
della giuria, il Future Film Festival Digital Award, al film hongkonghese Time and Tide di Tsui Hark. Il premio, che l'anno scorso
è andato al bellissimo Hakuchi di Makoto Tezka, consiste in 20 milioni di lire in banner pubblicitari sul sito 35mm.it. Una
menzione speciale è andata a Denti di Gabriele Salvatores.
I cattolici, che in queste cose sono come il prezzemolo, danno ogni anno addirittura due premi. Il primo, quello della Rivista del
Cinematografo e andato a Jafar Panahi per il suo Dayereh, il film che tra l'altro ha anche vinto il Leone d'oro. Il secondo,
dato niente popò di meno che dall'organizzazione cattolica internazionale del cinema, se le preso Liam di Stephen Frears.
Anche se non specificato da nessuna parte, oltre alla gloria, i vincitori hanno diritto a un'indulgenza plenaria.
Infine il premio Fipresci, la federazione internazionale dei critici cinematografici, è andato a Dayereh e a Thomas est Amourex.
|