Tre le giurie presente quest'anno a Venezia perchè tre sono i premi da assegnare. A fianco del
tradizionale Leone d'Oro, c'è infatti il Leone dell'Anno, scelto tra i film di Cinema del Presente e
il Leone del Futuro, premio dato alla miglior opera prima presente alla mostra di Venezia.
Il presidente della giuria principale è, ma già si sapeva, Nanni Moretti, fresco vincitore della
Palma d'Oro a Cannes. Ad aiutarlo nel scegliere il vincitore sono stati chiamati: lo scrittore indiano Amitav Ghosh,
di cui esiste in Italia solamente Estremi Orienti, pubblicato da Einaudi. Per leggere tutti gli altri romanzi
vi tocca rispolverare il vostro inglese; il regista polacco Jerzy Skolimowski; l'attrice Jeanne Balibar,
presente anche lei allo scorso Festival di Cannes con Va Savoir! di Jacques Rivette al fianco di Sergio
Castellitto e infine la cattivissima Vibeke Windel, produttrice di Lars Von Trier, un donnone danese al
cui confronto un cobra, così si sussurra, è un simpatico animaletto da compagnia. La giuria
comunque dovrà essere integrata con altri due nomi da decidere nel mese che manca all'inizio della
mostra.
La giuria di Cinema del Presente è invece composta esclusivamente da giornalisti e critici
cinematografici e presiduta dal critico giapponese Shiguehiko Hasumi. Per l'Italia, la direttrice
di Ciak Piera Detassis.
Infine a scegliere l'esordiente che si porterà a casa centomila dollari e ventimila metri di
pellicola sono stati chiamati il regista francese Cedric Kahn, il critico francese Jean-Loup Passek.
il vincitore della scorsa edizione del Festival di Venezia Jafar Panahi e il critico italiano Francesco
Casetti, del famigerato due Casetti-Di Chio.
CINEMA DEL PRESENTE - LEONE DELL'ANNO
Shiguehiko Hasumi - Cahiers du Cinéma (Japon), presidente
Piera Detassis - Ciak
Emanuel Levy - Screen International
Gavin Smith - Film Comment
Michel Ciment - Positif
PREMIO OPERA PRIMA "LUIGI DE LAURENTIIS" - LEONE DEL FUTURO
Cédric Kahn, regista (presidente)
Jean-Loup Passek, critico e direttore di festival
Jafar Panahi, regista
Francesco Casetti, docente di cinema