Serjei Bodrov Jr, figlio del noto ed omonimo cineasta russo di fama internazionale, debutta alla regia con Sorelle, il seguito ideale di due film di cui era stato protagonista come attore Brat (Fratello) e Brat 2 diretti dal connazionale Balabanov. Il genere è Malavita Moskovita, ma se in Brat Bodrov era un killer ragazzino con uno stile da supereroe, qui le due protagoniste sono due sorellastre in fuga dai mafiosi che vogliono rapirle per minacciare il padre della sorella più piccola anch'esso malavitoso. Scappando da un rifugio all'altro le due sorelle attraversano i mondi e le etnie diversissime che compongono la disgregata società della Russia postcomunista. Grazie a sapienti espedienti narrativi Bodrov Jr riesce ad inserire nel suo film riferimenti superficiali ma non banali all'antisemitismo russo, alla vita di margine degli zingari ed al dramma ceceno, componendo un'opera commerciale e dai ritmi brillanti che ha allo stesso tempo una fragranza ed una qualità registica da film d'essai. Al di la del film, che è un ottimo esordio nel lungometraggio (e che avrebbe anche meritato un riconoscimento), quel che più convince è il talento del trentenne Bodrov Jr.: giovane insegnante e studioso di storia dell'arte, presentatore e autore televisivo, attore di successo (Brat è il primo film russo ad aver avuto un vero e proprio sequel), ed ora anche regista; tutte qualità che ne fanno decisamente una delle personalità più interessanti tra i giovani autori europei.
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