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IN POCHE RIGHE...
Per qualche strana ragione la storia di tutti i grandi attori si assomiglia. Quella di Al pacino l'avrete già sentita tante volte: genitori separati, scuole abbandonate molto presto, prime esperienze nei teatri off-Broadway, i mestieri più disparati (fattorino, maschera in un cinema), studi di recitazione all'Actors Studio, inizi stentati nel cinema e poi il grande botto. Il film che lancia Pacino nell'Olimpo delle star è Il Padrino (1972) di Francis Ford Coppola. Per la sua interpretazione di Michael Corleone, lo spietato erede del vecchio Don Vito Corleone (Marlon Brando), riceve la nomination agli Oscar. La saga del Padrino è fondata essenzialmente su di lui, un grande cattivo shakespeariano artefice e vittima al tempo stesso di una interminabile vicenda di delitti e macchinazioni per conquistare e mantenere il potere. Alla figura del gangster l'attore newyorkese ha saputo dare connotazioni sempre nuove ed originali: in Scarface (1983) è stato il bullo arrembante e sanguinario, nel bellissimo Carlito'way (1993) un fuorilegge romantico e crepuscolare, in Donnie Brasco (1997) un' uomo d'onore di mezza tacca, che fatica a tirare a campare . Tra una grande produzione e l'altra è tornato spesso al suo amato teatro e di questo amore per il palcoscenico è testimonianza l'unico fim che ha anche diretto: Riccardo III - Un uomo un re (1996), una sorta di the making off coraggiosamente documentaristico-divulgativo del grande dramma shakespeariano.