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IN POCHE RIGHE...
James Stewart, soprannominato Jimmy perché lo spettatore lo sentiva come uno di famiglia, un vecchio amico, è stato uno degli attori più amati e visti nella storia del cinema. Nella sua lunghissima carriera (100 film, dal 1935 al 1983) ha prestato il suo volto a una serie infinita di personaggi passando con grande naturalezza dal western (L'uomo di Laraime, Lo sperone nudo, Cavalcarono insieme, L'uomo che uccise Liberty Valance), al thriller (fu uno degli attori preferiti da Hitchcock che lo scelse per grandi classici come Finestra sul cortile, L'uomo che sapeva troppo, Vertigo, La donna che visse due volte), dal musical (anche se non sapeva proprio cantare) alla commedia sentimentale. È stato l'interprete perfetto del cinema di Frank Capra (La vita è meravigliosa, Mr. Smith va a Washington, L'eterna illusione) proponendosi come l'icona dell'uomo qualunque, del cittadino onesto, dell'eroe borghese che con il lavoro e la fiducia, quel giusto mix tra idealismo e pragmatismo, edifica un destino migliore per sé e per il proprio paese. Anche la sua storia personale è in qualche modo esemplare: figlio di un ferramenta, si laurea a Princeton in architettura ma viene catturato da Hollywood e dalla carriera cinematografica. Dopo aver vinto l'Oscar nel 1940 con Scandalo a Filadelfia ed avere raggiunto il rango della star, a 33 anni si arruola come soldato semplice nella Air Force. Jimmy, che sa pilotare l'aereo, partecipa a numerose missioni di bombardamento sulla Germania nazista. Si congeda con il grado di colonnello e smessa la divisa torna al cinema. Marito e padre esemplare, attore di successo ma alieno da ogni divismo, ha impersonato nella vita e sullo schermo il lato buono, umano, democratico e idealista dell'America.