Il comico dala faccia di gomma, il buffone tutto smorfie e gags facili (anche troppo), come spesso capita ai grandi della risata, ha conosciuto la povertà e vicissitudini familiari tutt'altro che felici: famiglia assediata dalla disoccupazione, un camper come casa, pochi soldi e tanta gavetta nei locali di Toronto. La discesa a Los Angeles gli porta fortuna. A Hollywood qualcuno vede in lui l'erede di Jerry Lewis ed al primo film da protagonista fa clamorosamente centro: Ace Ventura: l'acchiappanimali, tutto basato sulla verve mimico-facciale di Carrey sbanca al botteghino e lancia nuovo modo di far ridere: una comicità di grana grossa, molto elementare, a volte spudoratamente stupida. Seguono altri film sulla falsariga del primo, inatteso successo e poi un grande capriola: nel 1998 Jim Carrey è il protagonista di The Truman Show, un apologo amaro sul potere della televisone, firmato da Peter Weir. Per Jim è il primo importante passo verso ruoli seri, non solo da caratterista, e verso futuri Oscar.