"Dall'Australia con furore", questo potrebbe essere il titolo che sintetizza la carriera cinematografica di Mel Gibson stante la sua propensione a interpretare il ruolo del guerriero, del poliziotto adrenalinico o del vendicatore offeso. Con la trilogia di Mad Max (1979, 1981, 1985), l'action movie post-apocalittico, ha guadagnato presto i galloni di star internazionale e la fama di sex symbol, sorte nient'affatto scontata per un attore australiano senza alcun pedegree. L'altra sua intepretazione seriale e miliardaria è quella del poliziotto schizzato e temerario di Arma Letale: inseguimenti, sparatorie, esplosioni e battute di spirito per l'ennesima variazione sul tema della strana coppia di sbirri (suo socio il nero Danny Glover, quello regolare dei due, alle soglie della pensione). Nel suo curriculum anche qualche parte drammatica: Amleto di Zeffirelli e L'uomo senza volto di cui è stato anche regista. Nel 1995 ha fatto incetta di Oscar con Braveheart: cinque statuette tra cui quella per il miglior film e la miglior regia. Si tratta di una ricostruzione tra lo storico e il leggendario, con molte concessioni alla spettacolarità, delle imprese di William Wallace, l'eroe medioevale dell'indipendenza scozzese. Il film, molto bello nelle scene di battaglia, ha fatto fremere il cuore ribelle di tanti guerrieri della Padania. Peccato che Umberto Bossi non sia esattamente come Mel Gibson.