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IN POCHE RIGHE...
Fedelissimo al Metodo di Lee Strasberg, votato a una applicazione ascetica del principio per cui recitare significa immedesimarsi, grande perfezionista, De Niro è stato capace di sottoporsi a vere metamorfosi fisico-mentali per entrare dentro ogni suo personaggio. Per fare Jack La Motta in Toro Scatenato non ha esitato a ingrassare di 20 chili, per rendere al meglio l'alienazione di Travis in Taxi Driver ha passato notti insonne al volante. Scorrendo la sua smisurata filmografia si nota una predilezione per la parte del gangster (Il Padrino parte II, Quei bravi ragazzi, C'era una volta in America, Gli Intoccabili, Casino, Heat, Jackie Brown) o comunque del cattivo. E in effetti è grande nel cogliere e rappresentare il lato oscuro, la nevrosi, lo scatenamento delle pulsioni. Fouri dal set è l'antidivo per eccellenza: schivo, geloso della sua privacy, a disagio nei panni della grande star. Da segnalare nel suo palmares un Oscar come miglior attore protagonista (Toro Scatenato, 1980) e uno come non protagonista (Il Padrino parte II, 1974), oltre a svariate nominations.