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ABOUT
A BOY un ragazzo
(About a Boy) di Paul Weitz & Chris Weitz, con Hugh Grant,
Toni Collette, Rachel Weisz e Nicholas Hoult.
Distribuzione: U.I.P., durata: 101'
LA
TRAMA: Un single irriducibile si finge ragazzo padre per abbordare
madri single della sua età senza rischiare legami.
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In molti aspettavano l'occasione del riscatto: da Hugh
Grant, colpevole di troppe smorfiette e fossilizzato
nel cliché dell'inglese imbranato, ai fratelli Weitz,
reduci dalle ghignate zozzone e goliardiche di American
Pie. E l'occasione l'ha fornita il romanzo «Un
ragazzo» di Nick Hornby, che parla proprio
della degradazione sentimentale e del riscatto di un esponente
di quella famigerata generazione di quarantenni affetti dal complesso
di Peter Pan, che oggi si accorgono di cominciare a invecchiare
senza essere mai cresciuti. Sorta di «Diario di Bridget
Jones» al maschile, il libro ha trovato il suo interprete
ideale in Hugh Grant, che con Hornby ha molte cose in comune:
a cominciare dalla passione calcistica per l'Arsenal. Più
sorprendente, la scelta dei registi. Dopo aver ottenuto un enorme
successo con una commedia per adolescenti, i fratelli Weitz
erano ansiosi di cimentarsi con un’opera più matura
dalla comicità meno grossolana e l'opera di Hornby gliene
ha dato l'opportunità. Paul spiega: «Il romanzo ha
una comicità molto articolata, mai banale, che si trova
di rado nelle commedie di oggi». Anche i dialoghi brillanti
e profondi di Nick Hornby hanno colpito i Weitz. «L’unica
difficoltà che abbiamo incontrato nell’adattamento
del libro per il grande schermo è stato decidere quali
parti di questo ricchissimo dialogo sacrificare per realizzare
un film di due ore», afferma Chris. Altrettanto impegnativo
è stato ricreare l' equilibrio fra umorismo e dramma proprio
del romanzo. Chris dichiara: «In ogni commedia c’è
una linea molto sottile tra gli aspetti più esilaranti
e quelli più irritanti delle manie e del comportamento
della gente. In fondo il compito principale di uno sceneggiatore
è proprio trovare il tono giusto». Nonostante alcune
forzature, la storia dell’ improbabile amicizia tra un ’uomo
di trentotto anni con una mentalità da adolescente e un
ragazzino di dodici chiamato precocemente alle responsabilità
di un adulto offre il giusto presupposto per trovare questo equilibrio
narrativo. Come osserva Hugh Grant, «La buona comicità
ha sempre un una base drammatica; nel film abbiamo sempre cercato
di compensare gli elementi di tristezza, in particolare certi
aspetti della vita del ragazzo, con momenti più brillanti
e leggeri». Insomma, una commedia dolce-amara che laurea
Grant da belloccio superficiale ad attore maturo.
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LA BATTUTA: Avevo creato un mostro. O forse
lui aveva creato me.
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