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IN
THE BEDROOM
(Id.) di Todd Field, con Sissy Spacek, Tom Wilkinson, Nick Stahl,
William Mapother, William Wise, Celia Weston e Marisa Tomei.
Distribuzione: C.D.I., durata: 134'
LA
TRAMA: In un paesino del Maine, una coppia con un unico figlio
si trova ad affrontare una immane tragedia.
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Come tutti sanno, La stanza del figlio, nonostante l'unanime
consenso, la vittoria a Cannes e la distribuzione in America,
non ha ottenuto la nomination all'Oscar. Forse perché,
nella mentalità americana, è difficile concepire
un film senza plot, ossia fatto di sfumature psicologiche
ma privo di una vera e propria azione drammatica. La controprova
sta in questo film, che di nomination ne ha avute ben cinque:
infatti nella prima parte somiglia molto al film di Moretti,
poiché racconta la dolorosa elaborazione del lutto da parte
di una coppia che perde un figlio; a questa segue però
una seconda parte, in cui il narratore sente il bisogno di trasformare
in azione concreta la reazione psicologica della famiglia al lutto,
esplorando le reazioni estreme a cui può condurre l'amore
quando costringe ciascuno a scoprire i limiti della propria morale.
E qui si scontrano davvero due mentalità opposte: perché,
se per la nostra sensibilità europea è facile apprezzare
l'eleganza e l'intensità nella descrizione delle diverse
reazioni dei protagonisti allo strazio e al dolore, è più
difficile condividere la scelta degli sviluppi drammatici che
ne derivano. Mi rendo conto di esprimermi in maniera un po' criptica,
ma è impossibile essere più espliciti sulla trama
senza correre il rischio di svelarne i risvolti. Passiamo allora
a ricordare che il film è tratto da un racconto di Andre
Dubus, scrittore americano scomparso qualche anno fa, le cui
storie si svolgono tutte nel New England ed esplorano l'ambiente
della classe media, mettendo in scena personaggi comuni che compiono
azioni sorprendenti. Il regista è un personaggio eclettico,
Todd Field, interprete come attore di vari film tra cui
Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, e che qui firma
invece il suo primo film in qualità di regista, produttore
e sceneggiatore. Come molti registi che vengono dall'altra parte
della macchina da presa, rivela una particolare sensibilità
nella direzione degli attori, fra i quali eccellono i protagonisti
Sissy Spacek e Tom Wilkinson. Questa opera prima
ha vinto il Premio Speciale della Giuria per la recitazione al
Sundance Film Festival, un Golden Globe per Sissy Spacek come
miglior attrice protagonista ed è stato candidato a 5 premi
Oscar come miglior film, miglior sceneggiatura non originale,
miglior attrice e miglior attore protagonista (sempre la Spacek
e Wilkinson), miglior attrice non protagonista (Marisa Tomei).
Decisamente niente male per un esordio.
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LA BATTUTA: Un padre si giudica dalle cose che
fa, non da quelle che promette.
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