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JOHAN
PADAN A LA DESCOVERTA DE LE AMERICHE
di Giulio Cingoli, sceneggiatura di Giulio Cingoli, Dario Fo,
Lorenza Cingoli e Luca Raffaelli, con la voce di Fiorello.
Distribuzione: Mikado, durata: 85'
LA
TRAMA: Un montanaro bergamasco si trova suo malgrado protagonista
non ufficiale della scoperta dell'America.
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Come tutti sanno, il film è ispirato alll'omonimo testo
teatrale di Dario Fo. Forse non tutti sanno,
invece, che lo scrittore premio Nobel si è formato come
pittore all'Accademia di Brera e ha conservato l'abitudine di
appuntare le sue idee sotto forma di schizzi. In particolare,
«Johan Padan» è nato da una enorme quantità
di disegni e appunti e solo dopo si è trasformato in scrittura.
Questa versione animata, più che un adattamento è
dunque un prolungamento dell'idea primigenia dell'autore. La sua
realizzazione, sollecitata dallo stesso Fo, è stata proposta
al regista Giulio Cingoli - autore anche della
sceneggiatura con Lorenza Cingoli e Luca
Raffaelli - e si è avvalsa del contributo di Adelchi
Galloni per lo studio dei personaggi e la direzione delle
scenografie. Il risultato è notevole, sia sotto il profilo
visivo - ricco di soluzioni grafiche semplici ma raffinate e suggestive
- che dal punto di vista della storia, che adatta in maniera vivace
e fedele lo spunto di Fo: raccontare la scoperta dell'America
non dal punto di vista dei grandi personaggi storici ma da quello
dei negletti dalla Storia. Come ha ricordato infatti il grande
attore e commediografo, «Esistono
due tipi fondamentali di cronache sulla scoperta e conquista delle
Americhe: quelle stese da scrivani al seguito degli scopritori
e dei conquistatori e, dall’altra parte, il racconto dei
coprotagonisti che non contano, i “nullagonisti”,
gli zozzoni di truppa, che ci vengono a raccontare le loro avventure
vissute molto da vicino, spesso, addirittura, ritrovandosi nel
bel mezzo dei conquistati, nel ruolo di prigionieri… e,
magari, di schiavi. Johan Padan è uno di questi avventurieri
sventurati, una specie di Zanni scellerato, pendaglio da forca
vissuto nel ‘500 che, suo malgrado, s’è trovato
dentro la scoperta delle Americhe. E’ un personaggio di
grande attualità perché non è un conquistatore,
ma si accorge di essere testimone di un evento più grande
di lui. Johan Padan è veramente vissuto e se forse il suo
nome non è proprio quello, le sue gesta sono autentiche,
infatti sono tratte da decine di storie vere raccontate in prima
persona dai comprimari di bassa forza provenienti da tutti i paesi
d’Europa. Tutta gente disperata che non conta niente nella
storia ufficiale della scoperta, ma che giunta nelle Indie, al
contatto con i disperati locali, scopre di poter contare qualcosa,
anzi, moltissimo». Questo riscatto degli umili è
perfettamente coerente con le tematiche di Fo e ben si adatta
a un progetto che rientra nell'auspicata rinascita dell'animazione
italiana, più ricca di idee che di mezzi. Delude inaspettatamente
il conclamato doppiaggio di Fiorello, che anziché
scatenarsi sulla falsariga delle invenzioni linguistiche e fonetiche
tipiche di Fo, offre un'interpretazione del personaggio che di
padano ha soprattutto la piattezza.
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LA BATTUTA: Prigioniero degli Indios, in realtà
sono prigioniero del loro amore.
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