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MULHOLLAND
DRIVE
(Id.) di David Linch, con Justin Theroux, Naomi Watts, Laura Harring,
Ann Miller, Dan Hedaya e Robert Forster.
Distribuzione: O1, durata: 134'
LA
TRAMA: Una ragazza aiuta una sconosciuta che ha perso la memoria
a ricostruire la sua identità. Ma la ricerca della verità
è piena di enigmi e paure.
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Fra le tante colpe dei critici c'è anche quella di sopravvalutare
il soggetto dei film a discapito dei temi e delle atmosfere: spacciano
per recensioni il racconto delle trame e fuorviano lo spettatore,
orientandolo verso un cinema da spiegare anziché da vivere
come emozione. Il genere noir si presta particolarmente
all'equivoco, poiché per convenzione c'è una spiegazione
finale che sembra indicare la supremazia della ragione sul brivido.
Ma per fortuna, a scombinare tutto come un guastatore ironico
e inquietante, ci pensa David Lynch: e sfido chiunque a
raccontare o spiegare un film come questo, che rifugge da ogni
logica lineare e avvolge lo spettatore fra le sue spire tortuose
come la strada che gli da il nome. Nella realtà, infatti,
Mulholland Drive è un serpente d'asfalto lungo cinquanta
miglia che scende dalle colline di Santa Monica fino alla spiaggia
di Malibu, toccando nel suo percorso le ville più esclusive
di Hollywood. Nell'immaginario di Lynch è lo spartiacque
che separa la Los Angeles dove vive e lavora (la sua casa e la
sua società stanno proprio su quella via) dalla Hollywood
onirica delle sue fantasie e dei suoi incubi. Ma si tratta di
uno spartiacque del tutto evanescente e illusorio: al punto che
risulta impossibile distinguere con certezza verità e finzione.
Realtà alternative e parallele entrano in collisione per
misteriose perturbazioni spazio-temporali, convivendo anche quando
la logica le vorrebbe incompatibili. Ciò che conta non
è la meta, è il percorso. Come ribadisce il regista,
«Mulholland Drive è una strada molto lunga. E' bellissima
di giorno e misteriosa di notte. Il film è un viaggio lungo
quella strada, come lei pieno di curve, di zone d'ombra e di misteri:
spero che gli spettatori si emozionino senza farsi troppe domande.
Non c'è una sola spiegazione, ognuno può dare la
sua». Inutile dunque porsi delle domande: molto meglio affidarsi
alle emozioni e alle intuizioni. Come molti film di grandi visionari,
Mulholland Drive oscilla fra il raggiro e il capolavoro:
ma, come nei giochi di prestigio, se ci si rifiuta di lasciarsi
ingannare si perde anche la possibilità di apprezzarne
la magia. E' proprio quanto è accaduto ai responsabili
della potente rete televisiva ABC. Il progetto originale nasceva
infatti come serial, destinato a replicare il successo trasgressivo
di Twin Peaks. Ma la puntata pilota fu giudicata scandalosa
e incomprensibile e restituita al mittente. Grazie al produttore
francese Alain Sarde, il materiale è stato rimontato
e integrato per il cinema: così una serie TV mancata è
diventata un film vincitore a Cannes e candidato all'Oscar, che
ha riconsacrato Lynch e lanciato come star la bionda Naomi
Watts e la bruna Laura Harring. Il che la dice lunga
sulla miopia dei network ma anche sulla cecità che si attribuisce
ai telespettatori, drogati da tonnellate di immagini che spiegano
tutto e non suggeriscono più nulla all'immaginazione.
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LA BATTUTA: Spero di non dovere mai vedere quella
orribile faccia al di fuori del mio sogno.
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