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RED
DRAGON
(Id.) di Brett Ratner, con Anthony Hopkins, Edward Norton, Ralph
Fiennes, Harvey Keitel e Philip Seymour Hoffman.
Distribuzione: U.I.P., durata: 124'
LA
TRAMA: Prima di conoscere l'agente Sterling, Hannibal aiuta
un altro investigatore, Will Graham, a decifrare le mosse di un
maniaco pluriomicida.
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La cosa più curiosa di questo film è che si tratta
contemporaneamente di un sequel, di un prequel e di un remake.
Un sequel perché nasce dal successo dei precedenti film
dedicati alle gesta criminali e gastronomiche dello psichiatra
cannibale; un prequel poiché i fatti narrati precedono
cronologicamente Il silenzio degli innocenti
e Hannibal; un remake poiché da Il
drago rosso era già stato tratto vari anni fa
un adattamento interessante, Manhunter. In quest'ultimo
film, come nel libro, Hannibal Lecter si limitava a fare una sporadica
apparizione, che appare oggi sproporzionata al successo del personaggio.
Così, stimolato dal profumo dei soldi, lo scrittore Thomas
Harris non si è fatto pregare ed ha aggiunto appositamente
alla vecchia storia un nuovo prologo, nel quale rivela le origini
del rapporto tra il detective Graham e il suo diabolico mentore.
Il film sfrutta adeguatamente il prologo di Harris, al punto da
trasformarlo in un ampio blocco narrativo. Nonostante questo,
Lecter resta una figura relativamente marginale e il centro del
film è dedicato da un lato al duello tra l'agente Graham
e il serial killer autoproclamatosi Drago Rosso, dall'altra alla
impossibile storia d'amore fra il pazzo omicida e una indifesa
ragazza cieca. E' proprio questa storia di amour fou
la parte più intrigante e memorabile del film, anche perché
affidata a interpreti della statura di Ralph Fiennes
ed Emily Watson. L'ottimo cast è uno dei
punti di forza di questo terzo capitolo della saga, che pur restando
una operazione prettamente commerciale (in USA è diventato
subito campione di incassi), risulta decisamente migliore del
precedente film di Ridley Scott: avendo, a differenza
di quest'ultimo, la capacità di essere inquietante senza
il bisogno di essere raccapricciante. Dietro c'è la forza
dell'ottimo romanzo di Harris, che così racconta i suoi
intenti e la sua ispirazione: «Un pomeriggio, mentre scrivevo
questo libro, stavo passeggiando sulla spiaggia osservando le
acque turchesi e cristalline dell’oceano. All’improvviso
ho notato che l’acqua in mezzo al mare si stava agitando:
in lontananza, ma abbastanza vicino da poterlo vedere, c’era
qualcosa che mangiava qualcos’altro. Esattamente come nella
storia che stavo scrivendo: in superficie tutto sembra calmo,
tranquillo, ma sotto si nasconde l’inferno».
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LA BATTUTA: Le cicatrici hanno il potere di
ricordarci che il passato è reale.
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