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AL
VERTICE DELLA TENSIONE
(The Sum of All Fears) di Phil Alden Robinson, con Ben Affleck,
Morgan Freeman, James Cromwell, Alan Bates.
Distribuzione: U.I.P., durata: 124'
LA
TRAMA: La corsa disperata per rintracciare un ordigno nucleare
che una congrega nazista vuole utilizzare per scatenare un conflitto
globale.
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Quanti ne abbiamo visti di film dove bisogna togliere dalle mani
di pazzi criminali assortiti un ordigno nucleare prima che esploda!
Generalmente finiscono tutti con un frenetico conto alla rovescia
che si interrompe giusto un istante prima dell'ecatombe. La novità
è che stavolta invece la bomba esplode, anche se la catastrofe
è limitata. Questa iettatoria variante è tanto più
inquietante in quanto non nasce dalla fantasia del paranoico di
turno ma dal romanzo «Paura senza limite» di Tom
Clancy: lo scrittore più addentro alle segrete
cose dell'esercito e dei servizi, e dunque anche il più
documentato sull'argomento. Secondo la CIA, almeno 20 paesi –
quasi la metà dei quali in Medio Oriente e in Asia meridionale
– possiedono già o stanno sviluppando armi di distruzione
di massa. Per non parlare del fatto che è ormai risaputo
che durante la Guerra Fredda erano stati costruiti e collocati
sulle piattaforme di lancio decine di migliaia di missili. Stando
a un rapporto pubblicato, 164 testate mobili di cui si conosce
l’esistenza sono ancora oggi irreperibili. Del resto, basta
la cronaca a rendere verosimile ciò che in altri film era
una fantasia da fumetto. E anzi la cronaca si è rivelata
talmente simile alla finzione da consigliare gli autori del film
a cambiare l'identità dei cattivi (da arabi in neonazisti)
per non rischiare di provocare reazioni inconsulte. Insomma, è
giocata tutta sulla paura, anzi sulla somma di tutte le paure
- come recita il titolo originale - la sinistra attrattiva di
questo film, peraltro relativamente modesto, dove un opaco Ben
Affleck prende il posto di Harrison Ford
nell'impersonare il celebre agente Ryan. Lo scenario fanta-politico-militare
è realistico, grazie alla collaborazione e alla consulenza
delle autorità statunitensi che hanno dato libero accesso
ai realizzatori del film. La Sala operativa e la mensa della Casa
Bianca, il Centro di controllo del Pentagono e la stanza del Telefono
rosso che si vedono nel film sono quasi del tutto identici ai
luoghi reali. Il Ministero della difesa ha anche permesso alla
produzione di effettuare delle riprese all’interno del National
Airborne Command Center e di riprendere numerosi aerei, tra cui
uno stormo di F-16 e B-2 e alcuni elicotteri Blackhawk dell’esercito
statunitense. Insomma, la realtà rischia di somigliare
alla finzione; e, quel che è peggio, non pretende neanche
di imitare qualche apocalittico capolavoro ma potrebbe accontentarsi
di un film di routine come questo. Meglio fare gli scongiuri.
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LA BATTUTA: Di questi tempi, meglio apparire
colpevoli che deboli.
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