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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

AL VERTICE DELLA TENSIONE
(The Sum of All Fears) di Phil Alden Robinson, con Ben Affleck, Morgan Freeman, James Cromwell, Alan Bates.
Distribuzione: U.I.P., durata: 124'

LA TRAMA: La corsa disperata per rintracciare un ordigno nucleare che una congrega nazista vuole utilizzare per scatenare un conflitto globale.

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Quanti ne abbiamo visti di film dove bisogna togliere dalle mani di pazzi criminali assortiti un ordigno nucleare prima che esploda! Generalmente finiscono tutti con un frenetico conto alla rovescia che si interrompe giusto un istante prima dell'ecatombe. La novità è che stavolta invece la bomba esplode, anche se la catastrofe è limitata. Questa iettatoria variante è tanto più inquietante in quanto non nasce dalla fantasia del paranoico di turno ma dal romanzo «Paura senza limite» di Tom Clancy: lo scrittore più addentro alle segrete cose dell'esercito e dei servizi, e dunque anche il più documentato sull'argomento. Secondo la CIA, almeno 20 paesi – quasi la metà dei quali in Medio Oriente e in Asia meridionale – possiedono già o stanno sviluppando armi di distruzione di massa. Per non parlare del fatto che è ormai risaputo che durante la Guerra Fredda erano stati costruiti e collocati sulle piattaforme di lancio decine di migliaia di missili. Stando a un rapporto pubblicato, 164 testate mobili di cui si conosce l’esistenza sono ancora oggi irreperibili. Del resto, basta la cronaca a rendere verosimile ciò che in altri film era una fantasia da fumetto. E anzi la cronaca si è rivelata talmente simile alla finzione da consigliare gli autori del film a cambiare l'identità dei cattivi (da arabi in neonazisti) per non rischiare di provocare reazioni inconsulte. Insomma, è giocata tutta sulla paura, anzi sulla somma di tutte le paure - come recita il titolo originale - la sinistra attrattiva di questo film, peraltro relativamente modesto, dove un opaco Ben Affleck prende il posto di Harrison Ford nell'impersonare il celebre agente Ryan. Lo scenario fanta-politico-militare è realistico, grazie alla collaborazione e alla consulenza delle autorità statunitensi che hanno dato libero accesso ai realizzatori del film. La Sala operativa e la mensa della Casa Bianca, il Centro di controllo del Pentagono e la stanza del Telefono rosso che si vedono nel film sono quasi del tutto identici ai luoghi reali. Il Ministero della difesa ha anche permesso alla produzione di effettuare delle riprese all’interno del National Airborne Command Center e di riprendere numerosi aerei, tra cui uno stormo di F-16 e B-2 e alcuni elicotteri Blackhawk dell’esercito statunitense. Insomma, la realtà rischia di somigliare alla finzione; e, quel che è peggio, non pretende neanche di imitare qualche apocalittico capolavoro ma potrebbe accontentarsi di un film di routine come questo. Meglio fare gli scongiuri.

LA BATTUTA: Di questi tempi, meglio apparire colpevoli che deboli.

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