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Air
Force One
di
Wolfgang Petersen, con Harrison Ford, Gary Oldman, Glenn Close,
Wendy Crewson, Paul Guilfoyle
Distribuzione:
Buena Vista
LA
TRAMA: Un gruppo di terroristi si impossessa dell'aereo presidenziale
americano, ma deve vedersela con l'inaspettata e coraggiosa reazione
del presidente in persona.
E'
l'unico vero kolossal americano ad essere passato attraverso le
strette maglie della selezione di Felice Laudadio, che ha voluto
dare all'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia un'impostazione
decisamente autoriale, agli antipodi della mentalità hollywoodiana.
Per «Air Force One» ha fatto un'eccezione, forse perché
l'autore non è americano ma tedesco: quel Wolfgang Petersen che
si era guadagnato due nominations all'Oscar con l'eccellente «U-Boat
96». Eppure è difficile immaginare un film più americano
di questo, che gronda patriottismo da tutti i pori e mette in
scena un presidente degli Stati Uniti così dannatamente in gamba
da risolvere da solo situazioni ad alto rischio e affrontare fisicamente
i terroristi. Proprio lo spudorato abuso di retorica patriottarda
a stelle e strisce (si resuscita anche lo spettro della Russia
impero del Male), toglie credibilità alla vicenda e fa risultare
il film - nonostante l'indubbia spettacolarità - piuttosto deludente
e puerile. Petersen non riesce a utilizzare narrativamente lo
spazio ristretto dell'aereo con la stessa abilità con cui aveva
sfruttato espressivamente la dimensione claustrofobica del sottomarino
e sfigura al confronto di un altro film, per certi aspetti simile,
«Obiettivo mortale»: più serrato, meno pretenzioso
e certo mai degnato della vetrina di un festival.
LA BATTUTA: Scendi
dal mio aereo!
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