|
Aprile
di
Nanni Moretti, con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Silvia Nono,
Daniele Luchetti.
Italia,
1998. Distr.: Tandem, durata: 78'
LA
TRAMA: Nella vita di Nanni Moretti il progetto abortito di
un documentario politico si intreccia con la nascita del figlio
Pietro.
La
chiave dello stile di Nanni Moretti è stata sempre il tono diaristico,
lo sguardo personale, egocentrico, addirittura solipsistico, nel
quale ha invece finito per riconoscersi paradossalmente una intera
generazione. Proprio questa contraddizione fra privato e politico
è il tema di "Aprile". Dunque, qualcosa di pienamente e tradizionalmente
morettiano, ma con una novità: che questo film dal titolo primaverile
è tra i più solari e allegri del regista. Il segreto sta nell'elemento
autobiografico che fa da filo conduttore: e cioè la nascita del
primo figlio, venuto quasi simbolicamente alla luce in concomitanza
con la prima vittoria elettorale della sinistra in Italia, alle
politiche del '96. Come mostra esplicitamente nella scena in cui
getta al vento i ritagli - raccolti ossessivamente per tutta la
vita - delle cose che più lo irritano o lo fanno indignare, Moretti
rinuncia non alla polemica ma a quel moralismo un po' cupo che
aveva caratterizzato la maggior parte dei suoi film precedenti.
Come in "Caro diario", si tratta di una rinascita: non solo artistica
ma soprattutto esistenziale. E ciò dovrebbe rallegrare i suoi
fan più ancora del risultato estetico del film, che è grazioso
ma non eccezionale.
LA BATTUTA: D'Alema,
ti prego, reagisci: dì una frase di sinistra!
|