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A
L'ATTAQUE!
(Id.) di Robert Guediguain, con Ariane Ascaride, Pierre Banderet,
Patrick Bonnel, Francis Caviglia.
Distribuzione: Istituto Luce, durata: 120'
LA
TRAMA: Marsiglia. Una famiglia operaia lotta con tutti i mezzi
per difendere la propria officina.
Nel cinema non è molto usuale che un autore cambi radicalmente
registro, mentre nel teatro di un tempo era normale che il commediografo
e la sua compagnia alternassero con disinvoltura dramma e commedia.
Così, non è un caso che i titoli di testa di questo
film siano incastonati simbolicamente in un sipario: infatti,
proprio rifacendosi ad una consolidata tradizione teatrale, il
regista Robert Guédiguain ha girato nello stesso
periodo, nella stesa città e con gli stessi attori due
film, entrambi eccellenti ma completamente diversi per tono e
stile. In La
ville est tranquille raccontava una Marsiglia periferica
e desolata, schiacciata dalle ingombranti strutture portuali cadute
in disuso a causa della crisi e del mancato decollo come europorto:
una città dove si intrecciavano vite senza speranza e redenzione
di sottoproletari e piccolo borghesi travolti dagli avvenimenti
e dalla lotta per la sopravvivenza. Qui invece gli stessi problemi
sociali fanno da sfondo a una favola sorridente, mossa da una
profonda fiducia nella forza della solidarietà. Paragonato
da molti a Ken Loach, Guédiguain è un autore
politicamente impegnato e particolarmente attento al mondo del
lavoro. Cresciuto nel quartiere operaio dell' Estaque, si è
tenuto lontano dallo snobismo dei salotti parigini e vicino all'ambiente
popolare della sua Marsiglia. Erede di un altro grande marsigliese,
il commediografo Marcel Pagnol, Guédiguain si è
distaccato dal suo maestro soprattutto sul piano politico, sostituendo
al populismo conciliante, paternalista e conservatore di Pagnol
un dichiarato impegno democratico. Il tono sorridente di questa
commedia non gli impedisce di descrivere con durezza i i conflitti
di classe e gli stratagemmi con i quali la razza padrona trae
profitto dallo sfruttamento di quella lavoratrice. Gli intellettuali
che Guédiguain mette in scena (uno sceneggiatore e un regista
che fungono da spiritoso alter-ego dello stesso autore) non pontificano
sulla classe operaia come fanno tanti loro colleghi radical-chic,
ma dimostrano di conoscerla molto bene. Il cinema di Guédiguain,
infatti, è politico in quanto popolare: un cinema semplice,
forte, in qualche modo interattivo e pedagogico: poiché
invita continuamente lo spettatore a riflettere sulla realtà
che viene descritta e persino sulle scelte narrative che l'autore
si è trovato di fronte nel narrarla. Un film da non perdere,
come del resto la retrospettiva che, sulla scia di quest'ultimo
film, l'Istituto Luce dedicherà a Milano, Torino
e Roma all'opera di questo grande regista, ancora troppo poco
conosciuto in Italia.
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LA BATTUTA: Ci sono due cose importanti nella
vita: la lotta di classe e il sesso.
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