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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

A L'ATTAQUE!
(Id.) di Robert Guediguain, con Ariane Ascaride, Pierre Banderet, Patrick Bonnel, Francis Caviglia.
Distribuzione: Istituto Luce, durata: 120'

LA TRAMA: Marsiglia. Una famiglia operaia lotta con tutti i mezzi per difendere la propria officina.

clicca per ingrandire Nel cinema non è molto usuale che un autore cambi radicalmente registro, mentre nel teatro di un tempo era normale che il commediografo e la sua compagnia alternassero con disinvoltura dramma e commedia. Così, non è un caso che i titoli di testa di questo film siano incastonati simbolicamente in un sipario: infatti, proprio rifacendosi ad una consolidata tradizione teatrale, il regista Robert Guédiguain ha girato nello stesso periodo, nella stesa città e con gli stessi attori due film, entrambi eccellenti ma completamente diversi per tono e stile. In La ville est tranquille raccontava una Marsiglia periferica e desolata, schiacciata dalle ingombranti strutture portuali cadute in disuso a causa della crisi e del mancato decollo come europorto: una città dove si intrecciavano vite senza speranza e redenzione di sottoproletari e piccolo borghesi travolti dagli avvenimenti e dalla lotta per la sopravvivenza. Qui invece gli stessi problemi sociali fanno da sfondo a una favola sorridente, mossa da una profonda fiducia nella forza della solidarietà. Paragonato da molti a Ken Loach, Guédiguain è un autore politicamente impegnato e particolarmente attento al mondo del lavoro. Cresciuto nel quartiere operaio dell' Estaque, si è tenuto lontano dallo snobismo dei salotti parigini e vicino all'ambiente popolare della sua Marsiglia. Erede di un altro grande marsigliese, il commediografo Marcel Pagnol, Guédiguain si è distaccato dal suo maestro soprattutto sul piano politico, sostituendo al populismo conciliante, paternalista e conservatore di Pagnol un dichiarato impegno democratico. Il tono sorridente di questa commedia non gli impedisce di descrivere con durezza i i conflitti di classe e gli stratagemmi con i quali la razza padrona trae profitto dallo sfruttamento di quella lavoratrice. Gli intellettuali che Guédiguain mette in scena (uno sceneggiatore e un regista che fungono da spiritoso alter-ego dello stesso autore) non pontificano sulla classe operaia come fanno tanti loro colleghi radical-chic, ma dimostrano di conoscerla molto bene. Il cinema di Guédiguain, infatti, è politico in quanto popolare: un cinema semplice, forte, in qualche modo interattivo e pedagogico: poiché invita continuamente lo spettatore a riflettere sulla realtà che viene descritta e persino sulle scelte narrative che l'autore si è trovato di fronte nel narrarla. Un film da non perdere, come del resto la retrospettiva che, sulla scia di quest'ultimo film, l'Istituto Luce dedicherà a Milano, Torino e Roma all'opera di questo grande regista, ancora troppo poco conosciuto in Italia.

   

LA BATTUTA: Ci sono due cose importanti nella vita: la lotta di classe e il sesso.

IL LINK
L'home page del film

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