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The
Boxer
di
Jim Sheridan, con Daniel Day-Lewis, Emily Watson, Brian Cox, Ken
Stott, Gerard McSorley.
Irlanda,
1997. Distr.: UIP, durata: 114'
LA
TRAMA: Un ex militante dell'Ira, dissociato dalla lotta armata,
ritrova attraverso la boxe amore, dignità e speranza di pacificazione.
Non
tutti concordano sul fatto che la boxe sia una nobile arte, ma
certo lo è il genere del cinema pugilistico, che conta non a caso
una lunga sequenza di film rimarchevoli. La boxe possiede infatti
da un punto di vista narrativo un potenziale enorme, poiché è
al tempo stesso elementare e complessa, ricca di molteplici significati
simbolici. Si presta così ad essere una metafora efficace per
temi molto diversi: in questo caso il riscatto di un individuo
all'interno del difficile processo di ricomposizione di una realtà
politica e sociale dilaniata come quella irlandese. Il film è
veicolo di un esplicito messaggio pacifista, che però non ha nulla
- come sovente accade in questi casi - di semplicistico o di edificante.
Merito di un testo, di una regia e di una interpretazione di altissimo
livello. A questo proposito va osservato che - benché il film
non sia certo imperniato sulla boxe in quanto tale e non conceda
molto allo spettacolo - Daniel Day-Lewis appare un pugile molto
credibile e tira una boxe dai notevoli contenuti tecnici. Altrettanto
brava Emily Watson, che incarna un aspetto poco conosciuto della
realtà nord-irlandese: quello della fedeltà coatta alla quale
sono tenute le mogli dei prigionieri politici.
LA BATTUTA: Non
sono un assassino ma questa città mi invoglia a uccidere.
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