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Carne
tremula
(Live
Flesh) di Pedro Almodovar, con Liberto Rabal , Javier Bardem,
Francesca Neri, Angela Molina.
ESP,
1997. Distr.: Medusa
LA
TRAMA: Uno sbandato, un invalido e un alcolizzato si contendono
l'amore di due donne nella Madrid degli anni Novanta.
E'
uno dei film più belli e al tempo stesso più anomali di Almodovar.
Ci sono infatti tutti gli elementi tipici di questo regista: il
trovarobato delirante, i colori sgargianti, le citazioni cinefile,
il sesso esplicito, le situazioni eccessive, l'irresistibile inreccio
di ironia e melodramma. Ma, per la prima volta, il grande Pedro
si è ispirato a un romanzo: quello della della scrittrice britannica
Ruth Rendell. E, soprattutto, a differenza di altri suoi film,
questo è più sentimentale che caricaturale. Un sentimento che
passa però attraverso il corpo, amorevolmente e impietosamente
indagato nelle sue miserie e nei suoi splendori. Corpi che anelano
alla propria liberazione e che diventano anche metafore di una
Spagna smaniosa di emanciparsi dalla oppressione e dalla paura.
Corpi rigogliosi e avvizziti, curati o trascurati, poderosi o
menomati. Come ha detto lo stesso autore, "La storia si svolge
nell'ambito del puro desiderio carnale. E' un dramma intenso,
barocco, sensuale, con personaggi su cui aleggia un destino fatale,
come nelle tragedie classiche o nei vecchi thriller degli anni
'40 e '50 ".
LA BATTUTA: Non
siamo padroni della gioventù né delle donne che amiamo.
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