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L'uomo
che sussurrava ai cavalli
di
Robert Redford, con Robert Redford, Kristin Scott Thomas, Sam
Neill, Diane Wiest
Distribuzione:
Buena Vista, durata: 160'
LA
TRAMA: La madre di una ragazzina vittima di un grave incidente
di equitazione affida il cavallo e la figlia alle cure di un addestratore
molto speciale.
Il
protagonista del romanzo di Nicholas Evans è molto più di un cow-boy,
è un uomo di cavalli: un'espressione che nel mondo dell'equitazione
definisce chi non solo è pratico di cavalli, ma possiede una conoscenza
talmente profonda del rapporto tra uomo e animale da diventare
quasi una filosofia e una scelta di vita. Ed era fatale che a
portare questo libro sullo schermo fosse Robert Redford, egli
stesso molto più di un cow-boy cinematografico e molto più anche
di un tradizionale divo americano. Con «Gente comune» ha dimostrato
di essere un regista di valore, dotato di una particolare sensibilità
verso le sfumature psicologiche e le dinamiche familiari; con
la sua scelta di vivere in un ranch dello Utah ha dimostrato di
essere lui stesso un uomo di cavalli, sensibile ai valori tradizionali
della frontiera e al rispetto della natura; col suo Sundance Film
Festival ha dimostrato di essere un passo oltre rispetto al culto
hollywoodiano del box-office. Con questo film non ha più bisogno
di dimostrare nulla: è il risultato coerente delle sue scelte
artistiche ed esistenziali. Forse a qualcuno potrà dispiacere
un certo eccesso di sentimentalismo, qualche indulgenza di troppo
nella celebrazione della bellezza naturale del Montana. Ma personalmente
credo che questi vizi veniali siano riscattati da una virtù impagabile:
la sua assoluta, commovente sincerità.
LA BATTUTA: Io
aiuto i cavalli che hanno problemi con le persone.
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