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A
Civil Action
di Steven Zaillian, con John Travolta, Robert Duvall, William
H.Macy, Tony Shaloub, James Gandolfini
Distribuzione:
U.I.P., durata: 115'
LA
TRAMA: Negli anni Ottanta, un brillante avvocato compromette
fortuna e carriera per difendere delle famiglie che hanno perso
i propri bambini a causa dell'acqua inquinata da sostanze tossiche.
La
gloria nella sconfitta: è una definizione coniata da Peter
Bogdanovich a proposito degli ultimi film di John Ford, ma si
adatta perfettamente a un filone del cinema americano degli anni
Settanta, che aveva per protagonisti degli anti-eroi, vincitori
morali di battaglie apparentemente perdute. Nell'America attuale,
che non ama i perdenti, è particolarmente significativo oggi questo
film, che celebra il riscatto morale di un cinico avvocato civilista,
che sacrifica a una buona causa (è il caso di dirlo) una più che
promettente e lucrosa carriera. Il trionfo degli ideali sugli
interessi non è nuovo nel genere del film giudiziario, ma il regista
Steven Zaillian (già sceneggiatore di «Risvegli» e «Schindler's
List») sa compiere il miracolo di renderlo ancora credibile e
non retorico: probabilmente superiore anche a un film analogo,
realizzato da Coppola un paio d'anni fa su un tema assai simile:
«L'uomo della pioggia». Tratto da una storia vera, il film deve
la sua verosimiglianza al contributo dei personaggi reali della
vicenda, che hanno dato la loro consulenza - e talora la loro
approvazione - alla ricostruzione filmata. Ha detto in proposito
Robert Duvall, eccezionale interprete del personaggio dell'avvocato
Jerry Facher: "Mi è già capitato di interpretare degli avvocati,
ma volevo dare una svolta a questo tipo di personaggio. Quando
ho incontrato il vero Facher, l'ho trovato affascinante. Gli ho
detto che lo ritenevo all'altezza di Eisenhower o Churchill".
E, di rimando, Facher: "Sono emozionato all'idea che il miglior
attore d'America mi interpreterà e che lo farà molto meglio di
me".
LA BATTUTA:
L'azione legale è, in tutto e per tutto, una guerra.
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